Benedetta Mazzini: «Io, Mina e X Factor»

04 settembre 2010 
<p>Benedetta Mazzini: «Io, Mina e X Factor»</p>
PHOTO JULIAN HARGREAVES -

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Sciascia e Schopenhauer. Thelma & Louise e Twilight. David Bowie e i Duran Duran. L'Africa e X Factor. Nella casa milanese della «orgogliosa di essere» svizzera Benedetta Mazzini - dove, da qualche parte, sono persino collezionati e intrecciati i capelli lunghissimi che lei periodicamente si taglia - si affastellano anime diverse. Ognuna trova posto, nella vita della secondogenita di Mina, nata nel 1971 dal matrimonio con Virgilio Crocco. Anche se tante presenze possono creare qualche piccolo problema. Per esempio, stanotte, le valigie dell'ultimo viaggio, ammucchiate sul pavimento, hanno fatto cadere Benedetta, che adesso zoppica.

Anche la sua carta d'identità potrebbe debordare di anime e professioni: travel companion, attrice. E opinionista: dal 7 settembre, torna per il secondo anno a X Factor. O meglio, nella striscia quotidiana battezzata Extra Factor (l'anno scorso era il Processo), dove con Carlo Pastore, Pierpaolo Peroni, Antonella Elia, e con la partecipazione di Cristiano Malgioglio, dà consigli e - «senza crudeltà, perché l'intento è essere positivi, non distruggere uno che sta appena cominciando» - esprime giudizi sui ragazzi concorrenti.

Ci dà invece un giudizio sulle polemiche fra i due nuovi giudici di X Factor Elio e Anna Tatangelo: lui che dice di non avere i dischi di lei, lei che risponde piccata...
«Non amo entrare in questi battibecchi. Elio però è da anni un mio vero amico, ma è anche un grande musicista, uno che si è diplomato al Conservatorio, bravissimo e discreto: si preoccupa solo del suo lavoro. Penso che la Tatangelo dovrebbe sfruttare l'opportunità di poter lavorare con lui».

Quindi, lui sarà un buon giudice?
«Sì, per X Factor è un bene che arrivi Elio, come è un male che sia andato via Morgan. Morgan mi mancherà molto, così intelligente, colto. Ma la macchina andrà avanti ugualmente, perché la vera forza di X Factor sono i ragazzi. Marco Mengoni lo ha dimostrato, lui ha una marcia in più, ha la stoffa del numero uno».

Conosce molti con una marcia in più?
«Sono pochissimi. E per loro, rispetto a un tempo, è più difficile: non hanno più luoghi dove fare la gavetta, si giocano tutto in un attimo, vengono buttati nell'arena. Ma se sono bravi e se imparano la giusta disciplina, poi rimangono».

Sua mamma guarda il programma?
«Sì, come tutti quelli che si occupano di musica. Lei l'ha detto subito, la prima volta che ha visto Mengoni, che era speciale».

Le chiede consigli per il lavoro?
«Non me ne dà, in nessun campo. Se è proprio costretta, prima mi chiede: "Sei sicura di volere un consiglio?"».

Ma quando li ottiene, i consigli sono azzeccati?
«Mia madre ha una rapidità di analisi unica. È lapidaria, e sa sempre che cosa è giusto».

Lapidaria significa che può essere anche crudele?
«No, mai: è di una morbidezza totale, almeno con noi. Ma capisce subito tutto, e ha una visione sintetica. Anche quando scrive: toglie via gli orpelli, va dritta al cuore del problema, mentre io uso molti più aggettivi. D'altra parte, lei è anche più brava a scrivere che a cantare».

L'intervista completa sul numero 36/2010 di Vanity Fair, in edicola l'8 settembre

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RISULTATI
Laura 75 mesi fa

Quando dico - e siamo in tanti a dirlo - che Mina è veramente unica, diciamo una verità!!! Scopro leggendo l'intervista di sua figlia Benedetta, che è più brava a scivere che a cantare....quale genio potrebbe essere!? Per me, meriterebbe il premio Nobel per la musica, ma alla luce di tutto questo, maggiormente l'Italia ed il Mondo dovrebbero onorarla alla carriera e/o darle un riconoscimento ufficiale! Ringrazio Paolo Limiti che ci ha dato la possibilità di rivederla in TV, facendo un riassunto delle sue apparizioni....peccato che è durato poco!. Un bacione a Mina e a tutti i suoi affetti. Laura

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