Francesco Testi: «Mai più al Grande Fratello»

10 settembre 2010 
<p>Francesco Testi: «Mai più al Grande Fratello»</p>
PHOTO FRANCO MAROCCO - COURTESY OF VANITY FAIR

 

È il tipico ragazzo che mette d'accordo mamme e figlie. Alle mamme piace perché lo vedono in camicia, alle figlie perché lo immaginano senza. Rassicurante, gentile, parole attente intervallate da continue sigarette. Dal vivo, però, sembra più l'amico della porta accanto che un sexy boy.

A tavola, la cameriera non sviene, e non ho mai la sensazione di essere in compagnia di ET. Lo sembra solo al momento delle ordinazioni: cicoria ripassata no, fagiolini sì, vino no, carne sì, acqua sì, pane no, Dietor sì. Ma è un ragazzo che sa di avere nel corpo un'arma vincente, e giustamente la tutela. Dopo aver conquistato una piccola parte in Caterina e le sue figlie 3, è uno dei protagonisti del Peccato e la vergogna (in onda su Canale 5), accanto a Gabriel Garko e Manuela Arcuri. Unico scheletro nell'armadio, 35 giorni nella casa del Grande Fratello 7.

Per rompere il ghiaccio, gli chiedo di raccontarmi la sua vita come se fosse a un provino. E lui comincia subito, serio e ammiccante: «Ciao, sono Francesco Testi, vengo da Verona, sto a Roma da tre anni e mezzo. Forse è arrivato il momento in cui sto facendo realmente quello che mi piace, e forse tra dieci anni ci rivedremo qui a raccontarci un sacco di altre cose. Va bene?».

Perfetto. Ma lei un po' si vergogna di quell'esperienza, dica la verità.
«Non ne sono fiero ma non me ne vergogno. Allora lo vedevo come un possibile mezzo per avere notorietà e soldi».

E sono arrivati?
«La notorietà dura circa 9 mesi, poi sparisce di colpo. E i soldi arrivano con le serate in discoteca, 1.500 euro a botta, ma anche quelle si esauriscono in poco tempo. Sconsiglio categoricamente questa esperienza a tutti gli aspiranti attori».

Quindi la popolarità istantanea non aiuta?
«Per niente. Sono stato bollato fino a che si sono dimenticati che venivo da lì. Mi presentavo ai provini e mi chiedevano subito: "Perché hai fatto il Grande Fratello?". Poi è arrivata la grande occasione: il teatro, al Parioli, con Manuela Arcuri. Lì ho capito che amavo recitare, e ho cominciato a studiare seriamente. Soprattutto sono riuscito a eliminare l'accento veneto, che è durissimo da cancellare».

Ma lo sa ancora fare?
«Certo, con mio padre e alcuni amici parlo solo dialetto».

In questa fiction interpreta uno scavezzacollo tutto donne e macchine. Mai vissuto un periodo simile?
«Per ora solo donne. Le auto non me le posso permettere».

E le donne?
«Ho ballato per anni sui cubi delle discoteche, e rimorchiare non era difficile. Ma per sfortuna in quel periodo sono stato quasi sempre fidanzato, e sono tendenzialmente fedele».

Adesso com'è messo?
«Sono single. Ho solo un vago interesse per una donna. Ma Cupido ci mette sempre un po' a colpirmi. Poi l'idea della convivenza mi spaventa: ho i miei tempi, i miei spazi, di cui sono molto geloso».

Mi hanno detto che non sbaglia un verbo.
«Mi vorrà mica interrogare?».

Certo. Voce del verbo «cuocere». Participio passato?
«Cotto».

Passato remoto?
«Oddio… cuocei o cossi??? ».

Cossi.
«Me lo sentivo».

Mi definisca Gabriel Garko in tre parole.
«Bello. Professionale. Divo».

La Arcuri?
«Me ne vengono soltanto due: vera e scanzonata».

Parlando seriamente, il suo personaggio è ebreo e conosce la spietatezza delle leggi razziali. Com'è la situazione a Verona?
«A Roma sembra che ci sia più integrazione solo perché, nella città grande, l'extracomunitario si vede meno. In provincia certi quartieri si notano di più, ma non credo che Verona sia razzista. Il razzismo è presente solo allo stadio, tra gli ultras, e questo rovina l'immagine della città. Pensi che da piccolo mio padre non mi portava nemmeno a vedere Verona-Napoli:c'erano sempre incidenti».

Tra Il peccato e la vergogna 2 e un film di Marco Bellocchio?
«Bellocchio».

È ambizioso.
«Solo se punti al massimo, forse raggiungi qualcosa».

Qual è il massimo per lei?
«Non glielo dico perché sono scaramantico. In Tutto su mia madre, c'è una frase di Agrado, che sale sul palco e dice: "Ognuno è tanto più autentico quanto più somiglia a ciò che ha sognato di essere". Io ora ho piantato tanti semi, sono spuntati i primi germogli, e vedo una figura un po' vaga di ciò che vorrei essere».

Tutto ciò è molto poetico. Ma non ce l'ha un bel peccato da confessare?
«Ho spesso pensieri impuri».

Cioè?
«Quando vedo una donna che mi piace, cerco di immaginare la sua espressione nell'atto del godimento».

Le brave ragazze sono avvisate.

Su Vanity Fair n. 36/2010, in edicola dall'8 settembre.

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RISULTATI
francesca 74 mesi fa

vorrei il suo numero per parlarci

francesca 74 mesi fa

francesco testi sei troppo bello anzi bonooooooooooooooooooooooooooooo vorrei incontrarti mi piaci un sacco al peccato e la vergogna eri bellissimo mi sei piaciuto tanto al film

fra 74 mesi fa

mm...lui è bravo, ma forse un po' troppo presuntuoso nel rinnegare un'esperienza che comunque gli ha dato notorietà? Di ragazzi di bell'aspetto e con una solida preparazione a livello recitativo ce ne sono tanti in giro, forse non è proprio un gesto di classe rinnegare un'esperienza che gli ha permesso di farsi conoscere...

sandra 75 mesi fa

FRA SEI UNICO !!! BACI BACI DALLA SVIZZERA

alessandra 75 mesi fa

lucia...ho avuto l'occasione di conoscerlo, credimi, dal vivo è ancora più bello e mi mancano i suoi abbracci....:'((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((

ROSI 75 mesi fa

CASPITA! CI SONO UOMINI CHE HANNO SUCCESSO E NON SONO NIENTE IN BELLEZZA IN CONFRONTO A FRANCESCO TESTI. STRANO CHE NON ABBIA INIZIATO DALLA MODA (CON IL FISICO CHE SI RITROVA! E LO SGUARDO CHE CATTURA)....ME LO RICORDO AL GF....SPERO PER LUI CHE IL FUTURO GLI RISERVI TANTE OCCASIONI DI LAVORO...BASTA GARKO E' IL MOMENTO DI TESTI BYE ROSI

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