Perché sono così bravi quelli di Glee?

14 settembre 2010 
<p>Perché sono così bravi quelli di Glee?</p>

Fino a poco più di un anno fa erano giovani e (per lo più) disoccupati. Adesso possono scrivere sul loro diario di ventenni o, meglio, raccontare agli amici su Facebook che: hanno cantato alla Casa Bianca facendo ballare Michelle Obama e le sue figlie; hanno vinto premi come Golden Globe o Emmy; e vengono mandati in giro per il mondo a parlare con giornalisti di ogni nazionalità.

Sono i ragazzi di Glee, serie televisiva scritta da Ryan Murphy (Nip/Tuck) che ha sbancato fin dalla prima stagione ed è diventata quel che si dice «un fenomeno» multimediale: non solo tivù, ma anche vendite di cd e, soprattutto, un gran scaricare di canzoni della colonna sonora, per lo più cover di classici di musica rock e pop (dai Queen a Beyoncé) in versione «a cappella». La prima stagione riparte il 15 settembre su Fox, mentre negli Stati Uniti si sta per iniziare a girare già la terza.

(...)

Racconta, per esempio, Kevin McHale (Artie, il ragazzo con gli occhialoni e la sedia a rotelle che nella vita, invece, non è disabile): «Sette anni fa facevo parte di una boyband, i NLT, ovvero Not Like Them. Abbiamo avuto anche un pezzo prodotto da Timbaland, abbiamo suonato come opening act prima di concerti di gruppi importanti, ma non abbiamo mai sfondato. Si cresce molto in fretta, quando non si ha successo. Si imparano tante cose. Così, quando mi hanno proposto la parte del ragazzo disabile, prima di ogni altra considerazione ho pensato: finalmente ho un lavoro!».

 

Reportage e interviste complete sono su Vanity Fair n. 37 in edicola dal 15 settembre

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).