«Fossi in te, mi comprerei un paio di tacchi». È stato il primo
consiglio che le hanno dato quando ha avuto la parte di Patrizia,
la prostituta d'alto bordo della serie Romanzo
criminale (dal 18 novembre ogni giovedì alle 21 su
Sky Cinema 1). Sì, perché Daniela Virgilio, 27
anni, di Roma, fino a poco tempo fa di tacchi ne aveva «un paio
solo, e di cinque centimetri». All'inizio aveva fatto il provino
per Roberta (la «brava ragazza» interpretata da Alessandra
Mastronardi, che si fidanza con il Freddo, ndr). Ma il
regista, Stefano Sollima, l'ha voluta per la parte della
protagonista femminile. Per lei, perdono la testa il Dandi
(Alessandro Roja), il boss della Banda della Magliana, e il
commissario Scialoja (Massimo Bocci), che dà la caccia
all'organizzazione criminale.
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SECONDA SERIE
Come ha fatto a entrare nel personaggio?
«Patrizia è molto sensuale, io sono una ragazza acqua e sapone. Ho
dovuto imparare a camminare da femme fatale. Il trucco e i
costumi hanno aiutato moltissimo».
Ha avuto difficoltà a girare le scene di
nudo?
«All'inizio sì, è stato difficile. Oggi continuo a vergognarmi, ho
sempre chiesto che rimanessero sul set solo le persone
indispensabili, quattro al massimo».
La serie ha avuto ascolti record. Se lo
aspettava?
«No. È stato fantastico. All'anteprima c'era moltissima gente che
ci aspettava sotto la pioggia. Mi sono emozionata, perché hanno
iniziato a chiamarci per nome, fino a due anni fa eravamo
sconosciuti».
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Cosa sapeva della Banda della Magliana prima di
Romanzo criminale?
«Poco, mi sono dovuta documentare. Sono nata nel 1983 e non sono
anni che ho vissuto».
Nella realtà la donna del Dandi (il personaggio ispirato
al boss della Magliana Enrico De Pedis) era Sabrina Minardi. Ha
mai pensato di parlare con lei?
«No, anche perché Patrizia racchiude tanti personaggi e prestanome
diversi, non è Sabrina Minardi. La serie si ispira a Cinzia
Vallesi, un'invenzione del romanzo di Giancarlo De Cataldo».
La Minardi ha detto a Vanity Fair che la serie
rischia di essere diseducativa. Lei è d'accordo?
«No. Il messaggio di Romanzo criminale è che il crimine
non paga, i protagonisti fanno una brutta fine. Noi facciamo
fiction, non siamo un telegiornale. Capisco che abbiamo una
responsabilità verso i ragazzi che ci emulano, però sta alla
coscienza del pubblico capire cosa è vero e cosa è falso.
Altrimenti non si potrebbe raccointare più nulla».
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