Elena Sofia Ricci: «Lucia Cesaroni, madre imperfetta (come me)»

09 dicembre 2010 
<p>Elena Sofia Ricci: «Lucia Cesaroni, madre imperfetta (come
me)»</p>
PHOTO COURTESY OF VANITY FAIR

Maria ha sei anni, gli occhi che brillano, gambe e braccia in moto perpetuo. Sta aspettando l'arrivo di Babbo Natale, che l'anno scorso ha conosciuto in Lapponia, e che quest'anno mamma deve proteggere da quell'invasione di spot televisivi in orario bambini dove chiunque si spaccia per il grande vecchio, creando qualche problema di fede e identificazione. Emma di anni ne ha 14, frequenta la quarta ginnasio e per la prima volta si trova a confrontarsi con i problemi dei «grandi»: occupazioni, manifestazioni, barricate. Stefano è un 52enne di bell'aspetto in maglia nera che per lavoro crea musica e (anche) per diletto si occupa di computer, oltre a disegnare postazioni e scrivania per le ragazze. Elena Sofia è la Ricci: 48 anni, sempre molto bella, anche se «madre in menopausa di figlia adolescente», e pure nella versione familiare di questo pomeriggio casalingo con il marito, Stefano Mainetti, la piccola Maria (figlia di entrambi) che torna da scuola e la più grandicella Emma (nata dall'amore dell'attrice con Pino Quartullo) fuori per pianoforte. Dopo aver abbandonato I Cesaroni, adesso la Ricci torna in Tv in tutt'altra veste: in un film di Maurizio Nochetti in onda su Canale 5 il 26 dicembre, intitolato Agata e Ulisse, dove lei - maga imbrogliona - incontra l'iperrazionale Antonio Catania.
In queste settimane gli studenti hanno occupato università, bloccato stazioni, protestato con forza contro la riforma Gelmini. In casa Ricci-Mainetti come avete affrontato la questione?
«Il liceo di Emma è stato occupato e anche lei voleva partecipare all'occupazione. Le ho detto: va bene, ma la legge di cui si parla la conosci? Così, gliel'ho stampata, l'abbiamo letta e commentata».
Il risultato?
«Mi ha detto che alcuni punti della legge li trovava giusti, che era incerta, alla fine non ha più fatto l'occupazione. Forse è meglio, così sta a studiare, ha una vita piena d'impegni, fra scuola e pianoforte, com'era la mia alla sua età, quando oltre al classico facevo chitarra e danza».
Insomma, lei la pensa un po' come Berlusconi: i bravi studenti sono quelli che non occupano ma studiano.

«Sono sempre stata una donna di sinistra, adesso non più. Ormai mi sento rappresentata solo da Vendola, per il resto mi sento tradita e non vedo alternative. Nichi almeno lo conosco, so che è una persona perbene. Ho fatto un sogno».
Anche lei?

«Un sogno vero. Ho sognato che il governo si scioglieva, si ricostituivano le alleanze e Vendola andava da Casini, e io lo scongiuravo: non farlo! L'ho detto a Nichi, si è messo a ridere e mi ha giurato che non va né con Casini né con Fini».
Torniamo a Emma. Lei ha sempre detto di essere una mamma severa, che vuole siano rispettate le regole. Ci riesce con una figlia adolescente?

«Lei va verso l'adolescenza, io vero la menopausa: è un binomio devastante. Ci provo, e se sbaglio chiedo scusa. Ma sono convinta che le regole vadano rispettate, se si sbaglia è giusto essere puniti. Il padre di Emma vive la sua crescita con difficoltà, per lui è difficile vedere che diventa grande. Lei si accorge di questo e ne è turbata».
E lei mamma?

«Prima di diventare mamma, ho letto di tutto, per capire come fare. Ma poi invece mi sono accorta che non puoi applicare tutto, penso che il beneficio del dubbio sia una grande cosa, che la perfezione non esista: l'importante è provarci. È anche per questo che mi piaceva Lucia Cesaroni, per le sue imperfezioni».
Adesso invece ha fatto la maga Agata. Che personaggio è? Con il turbante e la sfera di cristallo?
«È una cialtorna. Ritrova questo vecchio amico, Catania, ultrarazionalista e lui le dice: "ma come, ti ho lasciata che studiavi psicologia e adesso fai la maga?". E lei risponde che in fin dei conti è un po' lo stesso lavoro: in entrambi si dice a chi ci sta davanti quello che vuole sentirsi dire per stare un po' meglio. Magari Agata ci aggiunge in più una pozione...».
Lei dallo psicoanalista è andata a lungo. E dal mago?
«Ho un'amica carissima che fa l'astrologa. Pensi che era una professoressa e si innervosiva sempre quando alle cene a un certo punto inevitabilmmente le persone si mettono a parlare di segni zodiacali e oroscopi. Così, per confutare queste chiacchiere, ha deciso di studiare meglio le stelle. Ed è diventata appunto astrologa».

L'intervista completa sul n.50 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 15 dicembre.

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