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Maria ha sei anni, gli occhi che brillano, gambe e braccia in
moto perpetuo. Sta aspettando l'arrivo di Babbo Natale, che l'anno
scorso ha conosciuto in Lapponia, e che quest'anno mamma deve
proteggere da quell'invasione di spot televisivi in orario bambini
dove chiunque si spaccia per il grande vecchio, creando qualche
problema di fede e identificazione. Emma di anni ne ha 14,
frequenta la quarta ginnasio e per la prima volta si trova a
confrontarsi con i problemi dei «grandi»: occupazioni,
manifestazioni, barricate. Stefano è un 52enne di bell'aspetto in
maglia nera che per lavoro crea musica e (anche) per diletto si
occupa di computer, oltre a disegnare postazioni e scrivania per le
ragazze. Elena Sofia è la Ricci: 48 anni, sempre molto bella, anche
se «madre in menopausa di figlia adolescente», e pure nella
versione familiare di questo pomeriggio casalingo con il marito,
Stefano Mainetti, la piccola Maria (figlia di entrambi) che torna
da scuola e la più grandicella Emma (nata dall'amore dell'attrice
con Pino Quartullo) fuori per pianoforte. Dopo aver abbandonato
I Cesaroni, adesso la Ricci torna in Tv in tutt'altra
veste: in un film di Maurizio Nochetti in onda su Canale 5 il 26
dicembre, intitolato Agata e Ulisse, dove lei - maga
imbrogliona - incontra l'iperrazionale Antonio Catania.
In queste settimane gli studenti hanno occupato
università, bloccato stazioni, protestato con forza contro la
riforma Gelmini. In casa Ricci-Mainetti come avete affrontato la
questione?
«Il liceo di Emma è stato occupato e anche lei voleva partecipare
all'occupazione. Le ho detto: va bene, ma la legge di cui si parla
la conosci? Così, gliel'ho stampata, l'abbiamo letta e
commentata».
Il risultato?
«Mi ha detto che alcuni punti della legge li trovava giusti, che
era incerta, alla fine non ha più fatto l'occupazione. Forse è
meglio, così sta a studiare, ha una vita piena d'impegni, fra
scuola e pianoforte, com'era la mia alla sua età, quando oltre al
classico facevo chitarra e danza».
Insomma, lei la pensa un po' come Berlusconi: i bravi studenti
sono quelli che non occupano ma studiano.
«Sono sempre stata una donna di sinistra, adesso non più. Ormai mi
sento rappresentata solo da Vendola, per il resto mi sento tradita
e non vedo alternative. Nichi almeno lo conosco, so che è una
persona perbene. Ho fatto un sogno».
Anche lei?
«Un sogno vero. Ho sognato che il governo si scioglieva, si
ricostituivano le alleanze e Vendola andava da Casini, e io lo
scongiuravo: non farlo! L'ho detto a Nichi, si è messo a ridere e
mi ha giurato che non va né con Casini né con Fini».
Torniamo a Emma. Lei ha sempre detto di essere una mamma severa,
che vuole siano rispettate le regole. Ci riesce con una figlia
adolescente?
«Lei va verso l'adolescenza, io vero la menopausa: è un binomio
devastante. Ci provo, e se sbaglio chiedo scusa. Ma sono convinta
che le regole vadano rispettate, se si sbaglia è giusto essere
puniti. Il padre di Emma vive la sua crescita con difficoltà, per
lui è difficile vedere che diventa grande. Lei si accorge di questo
e ne è turbata».
E lei mamma?
«Prima di diventare mamma, ho letto di tutto, per capire come
fare. Ma poi invece mi sono accorta che non puoi applicare tutto,
penso che il beneficio del dubbio sia una grande cosa, che la
perfezione non esista: l'importante è provarci. È anche per questo
che mi piaceva Lucia Cesaroni, per le sue
imperfezioni».
Adesso invece ha fatto la maga Agata. Che
personaggio è? Con il turbante e la sfera di
cristallo?
«È una cialtorna. Ritrova questo vecchio amico, Catania,
ultrarazionalista e lui le dice: "ma come, ti ho lasciata che
studiavi psicologia e adesso fai la maga?". E lei risponde che in
fin dei conti è un po' lo stesso lavoro: in entrambi si dice a chi
ci sta davanti quello che vuole sentirsi dire per stare un po'
meglio. Magari Agata ci aggiunge in più una pozione...».
Lei dallo psicoanalista è andata a lungo.
E dal mago?
«Ho un'amica carissima che fa l'astrologa. Pensi che era una
professoressa e si innervosiva sempre quando alle cene a un certo
punto inevitabilmmente le persone si mettono a parlare di segni
zodiacali e oroscopi. Così, per confutare queste chiacchiere, ha
deciso di studiare meglio le stelle. Ed è diventata appunto
astrologa».
L'intervista completa sul n.50 di Vanity Fair in
edicola da mercoledì 15 dicembre.