Thuram, un calcio a Sarkozy

22 gennaio 2010 
<p>Thuram, un calcio a Sarkozy</p>

Nell'anno della coppa del mondo in Sud Africa, Liliam Thuram, il più intellettuale dei calciatori della Nazionale francese ed ex della Juventus, dedica un libro, intitolato Mes étoile noires (ed. Philippe Rey) alle grandi figure di colore della nostra storia e lancia un appello per una Francia postrazziale e multiculturale. «Quando giocavo in Italia e raccontavo agli amici che molti dei faraoni egiziani, come Taharqa, erano neri, non ci credevano. Per questo ho deciso di scrivere questo libro: per rimodellare l'immaginario su di noi», ha detto l'ex difensore, che racconta di aver saputo da sua madre, quando era già grande («è stata a lungo incapace di parlarmi di questo argomento»), di essere un diretto discendente di schiavi africani. «Quando il presidente francese Nicolas Sarkozy, in un discorso a Dakar, nel 2007 ha dichiarato che l'uomo africano non è entrato nella storia, nessuno ha reagito. Dopo aver letto il mio libro non si potrà più far finta che Martin Luther King o Nelson Mandela, ma anche Rosa Parks, la donna che decise di non cedere il posto in autobus in Alabama, non siano esistiti». En passant, il grande Thuram ci fa sapere che dopo aver vinto la Coppa del mondo, nel 2006, nessuno lo ha più trattato da "sporco negro", ma che le barzellette idiote sui neri le continua a sentire. (Carla Bardelli)
Foto: Corbis Images

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