Bernard-Henri Lévy ci casca: cita filosofo inesistente

10 febbraio 2010 
<p>Bernard-Henri Lévy ci casca: cita filosofo inesistente</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Con una ricerca su Google avrebbe evitato la figuraccia. E invece il filosofo francese Bernard-Henri Lévy è caduto nella burla. Nel suo ultimo libro De la guerre en philosophie, il filosofo numero uno di Francia aveva citato l'opera di tale Jean-Baptiste Botul, specialista del filosofo tedesco Immanuel Kant e preteso protagonista di «conferenze ai neo-kantiani del Paraguay». Peccato che Botul non sia mai esistito: come ha spiegato il settimanale Nouvel Observateur, che per primo si è accorto dell'errore, è infatti frutto della fantasia di Frederic Pages, un giornalista del settimanale satirico Le Canard Enchainé, dove tra l'altro scrive anche l'ormai celebre Diario di Carla B, una rubrica che ironizza sulla vita della premiere dame di Francia Carla Bruni.
Bernard-Henri Lévy ha ammesso di aver citato più volte il libro e che «adesso si appura che era uno scherzo». Uno scherzo, dice, «molto brillante e credibile, uscito dalla mente comica di un giornalista del Canard Enchainé, nell'occasione buon filosofo. E io ci sono caduto, come ci sono caduti i critici che l'hanno recensito al momento della sua uscita. Insomma, c'è da dire soltanto una cosa, di cuore: bravo all'artista».

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