«Il mondo non voleva ammettere l'umanità di Michael Jackson»

15 febbraio 2010 
<p>«Il mondo non voleva ammettere l'umanità di Michael Jackson»</p>

«È come se il mondo non volesse ammettere l'umanità di Michael Jackson. Anche il suo funerale è stato trasformato in un grande evento, trattato come un concerto. Michael non è stato pianto come un uomo».
Ecco una delle tante frasi incisive di
Shmuley Boteach, ex confidente della pop star, che proprio a lui aveva chiesto dieci anni fa di scrivere un libro in cui svelarsi. Ma sono molti i ricordi e i pensieri espressi dal rabbino nel corso della Michael Jackson European Convention, tenutasi domenica 14 febbraio a Milano: «Michael non si era mai sentito amato, era la pop star più grande del mondo e aveva fatto tutto questo solo per sentirsi amato». Ma anche: «La cosa più importante per lui erano i bambini, e i suoi figli. Il ricordo più bello? La festa del Ringraziamento a casa mia, solo la mia famiglia e lui con i figli Paris e Prince. Guardammo cartoni animati e poi andammo al cinema a vedere Toy Story. Lui non riusciva a smettere di ridere. Come un bambino. Era liberatorio». Infine, «Michael era un'anima bella, delicata» che «Adorava il padre, ne parlava continuamente. Anche se i fan non ci credono. Ma è questo il punto del libro: la forza delle sue parole»...

Il libro è Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere, un titolo impegnativo per un libro frutto di 30 ore di conversazioni registrate tra agosto 2000 e aprile 2001. Il suo autore dice di avere solo voluto rivelare il Michael Jackson autentico, l'amico genuino e innocente, che però a un certo punto si è allontanato perché non sopportava più le critiche al suo stile di vita. «Ricordo ancora - racconta  Boteach - il giorno in cui il suo manager mi allontanò. Mi disse che io volevo farlo diventare una persona normale, mentre Michael era una star proprio perché non era normale».
Era la primavera del 2001 e da allora i rapporti tra i due si interruppero e il libro rimase in sospeso.
Fino alla tragica scomparsa del re del pop. E alla pubblicazione.

Si è mai sentito in colpa per non aver insistito nell'aiutare Michael Jackson?
«Dio solo sa quanto ci ho provato. Quando ho saputo della sua morte, un amico comune subito mi ha scritto dicendomi "Non sentirti male, so quanto ci hai provato".
Michael evidentemente a un certo punto ha realizzato che non poteva fare ciò che gli chiedevo. Quindi quello che provo è dispiacere, perché la sua vita è finita così presto, in modo così tragico. Lui era una persona speciale
».

Non ha mai cercato, dopo la vostra rottura nel 2001, di riprendere i rapporti?
«A distanza magari ci mandavamo dei saluti, delle frasi cortesi, ma niente di più. E ormai Michael era circondato da persone che gli davano sempre ragione.
Se penso che se la nostra amicizia fosse proseguita ora lui sarebbe in vita? Certo, ci penso spesso.
Non perché io sia una persona speciale. Sono una persona normale, che gli dava semplici consigli di buon senso. E credo che gli siano serviti. Almeno nei due anni in cui eravamo uniti
».

Lei ha parlato moltissimo del rapporto di Michael con i bambini, di quanto lui stesso fosse simile a loro come innocenza. Ma nel libro scrive che lasciava giocare i suoi figli con Michael, Paris e Prince "sotto sorveglianza". Perché?
«Se credo che Michael abbia molestato un bambino? No, non lo credo per un solo istante. Ma Michael ha ammesso di avere diviso il letto con un bambino, una volta. Sono cose che non si fanno, punto. Lui stesso sapeva che non andava fatto».

Ma in un contesto di purezza e innocenza dividere un letto non significa molestare...
«Se un uomo sposato dicesse alla moglie "Ho diviso il letto con una donna in un convegno ma non è successo niente", che direbbe lei?
Io non dico che ci fosse molestia, no. Dico solo che non andava fatto. E vi assicuro che Michael stesso si è abbondantemente pentito di avere fatto un'azione dalle conseguenze comunque catastrofiche per lui
».

Ma il desiderio di stare così vicino ai bambini era un modo per ricreare un'infanzia mai avuta?
«Sì. Ma ci sono maniere sane per farlo e maniere malate. Questa era malata. Ma Michael era un essere umano e faceva degli errori.
Il mio lavoro era evitare che ne facesse, anche se era una celebrità... Ma negli anni, credo che abbia iniziato a trovare fastidiose le mie critiche. Non era abituato a sentirsi criticato. Oltretutto, essendo diventato famoso fin da bambino, in un certo senso si era cresciuto da solo
».

Per concludere: c'è una domanda che vorrebbe che le venisse fatta, su Michael, ma che nessuno le fa mai?
«Quello che mi colpisce, è che molti fan hanno avuto da ridire sul mio libro, che era qualcosa di voluto fortemente dallo stesso Michael, che voleva farsi sentire. Mentre se prendiamo un documentario come This is it, fatto senza il suo volere con stralci delle sue prove (lui era un perfezionista, non voleva che si vedessero le sue coreografie finché non erano perfette), nessuno ha avuto niente da dire. Quello che mi delude è che chi lo amava davvero (i fan) in realtà non voleva davvero sentire quanto dolore e quanta sofferenza ci fosse nell'uomo».

Al contrario, non era forse amato anche perché si capiva che soffriva, per la maschera di dolore che era il suo viso?
«Ma molta gente questa sofferenza non voleva vederla.
Io, invece, rispetto tremendamente il fatto che lui abbia avuto il coraggio di mostrare il proprio dolore
».

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RISULTATI
sandel 79 mesi fa

eri una persona speciale, eri una delle pocchissime persone al mondo che questa TERRA abia con grandissimo onore ospitato, perchè tu hai capito cos'è l'amore e hai saputo darlo, senza mai nulla chiedere in compenso; per questo ti HANNO fatto vivere la vita nei modi orribili in cui l'hai vissuta! Però tu hai resistito a tutti gli attacchi fino alla fine....ADDIOOOOO.....

sery 79 mesi fa

io volevo dire una cosa su michael jackon......6 un mito,unico e grande idolo che restera per sempre nel mio cuore lui e il grande re del pop.non ti dimentichero mai I LOVE YOU!!!!!!!!!!!!!!

chanel 79 mesi fa

Adoro Michael Jackson come artista e come essere umano.Ho letto il libro e devo dire che contrariamente a quanto mi aspettavo,a causa delle critiche dei fan,l'ho trovato molto interessante,assolutamente profondo e inaspettatamente commovente in alcuni punti.Per la prima volta abbiamo potuto leggere qualcosa di intimo senza che fosse irriverente.Tutto ciò che ha detto nelle interviste era qualcosa che aveva dentro di se e voleva condividere.Possiamo magari essere contrariati dal fatto che il libro sia stato pubblicato dopo" la sua morte",ma lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di conoscere il MIchael umano più che l'artista.Leggendo queste pagine diventa assolutamente impossibile credere alle accuse di molestie.La verità è che era troppo buono per essere vero.

steffy58 79 mesi fa

grande MJ, tenero, dolce, ci hai lasciato il vuoto, ma grazie per tutto quello che ci hai dato!!!!!! Un giorno ci rivedremo!!!!!!!

alexandra76 79 mesi fa

Secondo me l'autore del libro crede di aver saputo interpretare i comportamenti di Michael ma non da AMICO come si definisce lui!Semplicemente ci ha guadagnato!Se davvero voleva Michael non lo avrebbe lasciato per nessun motivo se voleva salvarlo come dice lui doveva aiutarlo con tutti i mezzi!!!!!!!Michael ci ha provato a riavvicinarsi ma lui non lo ha accettato!Ragazzi io penso che tutti noi fans gli vogliamo bene sinceramente per cio'che era umanamente e che grazie a lui molti ragazzi traggono ispirazione!Possiamo solo tramandare la sua arte la sua musica ai nostri figli e questo vivra'per sempre!!!!!!MICHAEL WE LOVE YOU

alexandra76 79 mesi fa

Ho letto il libro lo trovo interessante in alcuni punti ma assolutamente non mi piacciono i commenti che fa Boteach su Michael.Un conto e'riportare le sue testuali parole e su questo forse Michael sarebbe stato d'accordo...ma dire la sua sugli errori o commentare cio'che MJ faceva lo trovo assurdo!Questo credo che non avrebbe fatto piacere a Michael!!!Chi non conosce la sua storia come me o altri potrebbe fraintendere alcuni passaggi!Penso che come altri un po'ci abbia marciato nel pubblicare il libro "post mortem".MICHAEL SARAI SEMPRE LA NOSTRA STELLA CHE CI GUARDA DAL CIELO!!!!!COME TE NON CI SARA'MAI NESSUNO SARAI LA STORIA DEI NOSTRI TEMPI

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