A volte gli ex ritornano. E, quando lo fanno, capita che
dichiarino guerra. Così è successo a Lady Gaga, in causa con
l'ex fidanzato e produttore Rob Fusari, che ha
chiesto alla pop star 30 milioni di dollari per non avergli dato la
percentuale pattuita sui guadagni.
Nei documenti a sostengo della causa, depositata mercoledì
presso la Corte suprema dello Stato di New York, Fusari sostiene di
aver avuto un ruolo chiave nel trasformare la giovane Stefani
Germanotti (vero nome della cantante) nel fenomeno pop
internazionale che è diventata, aiutandola addirittura a trovare il
suo pseudonimo, Lady Gaga. Quando poi la storia d'amore tra i due
finì, Fusari fu escluso dall'accordo con la casa discografica e non
vide più un quattrino né dalle royalties né dai compensi da
produttore. Compensi d'oro se si pensa che la pop star di Bad
Romance ha venduto 10 milioni di dischi nel mondo e il suo album
The Fame Monster è ancora nelle prime posizioni delle
classifiche di tutto il mondo.
All'accusa, Lady Gaga contrattacca sostenendo che l'accordo era
in realtà un contratto capestro e definendo la ricostruzione di
Fusari «ridicola». La guerra continua.
Lady Gaga, un corpo da reato che non vuole
essere sexy