Sarkozy, storia di un papà seduttore

26 marzo 2010 
<p>Sarkozy, storia di un papà seduttore</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«E se l'attuale presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, fosse il figlio di Dracula?», si chiedono con sempre più insistenza gli antisarkozysti convinti, dopo l'uscita delle memorie di suo padre.

Nato in Transilvania, da una nobile famiglia, Pal Sarkozy de Nagy Bocsa, ha aspettato il compleanno dei suoi 78 anni, per pubblicare Tant de vie (Ed Plon) scritto di suo pugno.

Fra le tante avventure del suo favoloso percorso, che l'ha visto crescere nella campagna sperduta ungherese, scossa dalla guerra, prima di arrivare a Parigi all'età di 20 anni, dopo un passaggio nella Legione Straniera, la "vie en rose", del padre del presidente è particolarmente ben descritta in tutti i particolari, compreso quello che riguarda la sua prima sposa, Andree Mallah, madre di Guillame, Nicolas e François. Sembra che la signora non fosse vergine la prima notte di nozze. «La mia giovane sposa era già donna, quando diventò mia, per questo gliene ho sempre voluto», scrive Pal nelle sue memorie. Ma nonostante questo piccolo contrattempo, i ripetuti tradimenti, con donne sempre più giovani, la sua predisposizione a dare ordini in famiglia e il conseguente divorzio voluto da lei, fra i due è rimasta una grande amicizia. Lui la chiama ancora «ma cherie» e la bacia ancora in maniera «molto poco ragionevole per dei vecchi divorziati», come dice nel libro. L'ex coppia non perde l'occasione per rivedersi, almeno una volta alla settimana a colazione. Ed è durante uno di questi appuntamenti che Pal sarebbe tornato su quel souvenir. Non essere stato l'iniziatore "biblico" della sua prima moglie è rimasta una ferita insanabile nel suo orgoglio di Don Giovanni. Ma l'anziana signora ha tenuto duro e quando lui le ha chiesto il nome del fortunato primo amante, mentre erano seduti a tavola: «Buono il mio foie gras, non trovi che sia sempre il migliore», gli ha risposto, glissando sull'argomento. La discrezione è l'appannaggio delle grandi seduttrici, non si può dire lo stesso al maschile.

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