Mischa Barton, una star in fumo

26 aprile 2010 
<p>Mischa Barton, una star in fumo</p>
PHOTO LAPRESSE

Sembra uno spinello. Quello che in queste foto esclusive, Misha Barton, 24 anni, ha in bocca, ha tutte le sembianze di una canna. Dopo tutto, non è la prima volta che i gossip sulle droghe leggere s'incrociano con la vita della star The O.C.

Però vista la attuale situazione di Mischa la cosa si fa più sospetta. Infatti, l'attrice, un tempo molto amata a Hollywood è in caduta libera: i vizi hanno avuto la meglio.

È dal 2008, infatti, che l'attrice americana non ne azzecca una: prima è stata arrestata per guida in stato d'ebbrezza, poi il crollo nervoso e il ricovero rehab. E, infine, il tracollo finanziario: la sua trasmissione The beautiful life viene cancellata dopo solo due puntate e, al verde, l'attrice si vede costretta a vendere la sua casa di Beverly Hills.

Per il momento, di novità importanti sul versante della carriera non ce n'è. Dopo il suo cameo nella serie televisiva Law and Order: Special Victims Unit, l'attrice non ha avuto altre offerte cinematografiche.
In compenso, però, la Barton lancerà presto sul mercato inglese la sua nuova linea di borse. Speriamo bene.

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RISULTATI
v.s.gaudio 79 mesi fa

V.S.Gaudio  L’oggetto “a” e l’eterotopia dell’esclusione dell’Altro in “LOST” Di “Lost” ho visto le prima stagione, poi la terza, mi pare, su “Fox”(che qualcosa vorrà dire vista la cura che si ha nel focalizzare la libido ubiquista di Matthew Fox). Poi,sin dalla quarta non l’ho seguito più, l’eterotopia[si è dalle parti di Michel Foucault, Le eterotopie[1966], in:Idem, Utopie Eterotopie, trad. it. Cronopio, Napoli 2006] non era più nella dolcezza dell’utopia, anche perché non poteva rimanere a lungo in questa dolcezza poiché l’eterotopia non è mai un luogo preciso e reale, un luogo che si può localizzare su una carta[come sembra che finisca con l’esserlo l’isola tropicale culmine dello schianto del volo 815 Sydney-Los Angeles, che, nella bolla dell’esotismo radicale, dove resta soltanto l’estraneità dello straniero, l’irredentismo dell’oggetto, cioè questa indistruttibilità dell’Altro, e la sua fatalità indistruttibile, come asserisce Jean Baudrillard, si radicalizza al conte

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