Mischa Barton: l'editoriale di Paola Jacobbi

27 aprile 2010 
<p>Mischa Barton: l'editoriale di Paola Jacobbi</p>

La fama è arrivata subito, per Mischa Barton, con il telefilm The O.C. e un ruolo, quello della ricca viziatella, che sembrava scritto apposta per lei. Con la fama, però, le è piombato addosso tutto il resto. Accelerato, paparazzato, svergognato: arresto in stato di ubriachezza, ricovero in clinica psichiatrica, l'accusa di essere troppo magra  e poi quella di essere troppo grassa.

In mezzo, fidanzati scelti male e scostumatissimi: uno degli ultimi, Brandon Davis, ramo petroli, avrebbe scritto su Twitter che Mischa è diventata «una vitella, praticamente una delle persone più grasse al mondo». Poi ha smentito, ma non importa. Sono cose che fanno male. Soprattutto se si è in un brutto momento e si vorrebbe scomparire, ma non ci si riesce perché, ad ogni angolo, puf, spunta qualcuno che ti fotografa mentre stai facendo una cavolata, tipo fumare una canna.

Cadono giù come birilli, le reginette teen, colpite dagli stessi dei che le hanno create: Internet, i giornali di gossip, la tivù ossessionata dalle celebrities.

Prima Britney Spears, quella che avrebbe dovuto far le scarpe a Madonna. Poi Lindsay Lohan definita la nuova Julia Roberts. Infine Mischa, lanciata dalla tivù, iconcina di stile, chissà una potenziale Gwyneth Paltrow.

Ma Gwyneth e Julia son salde sul trono, per non parlare di Madonna. Mangiate un po' di polvere, ancora ragazze. Di quella giusta, magari non bianca, mi raccomando. Altrimenti, perdete anche il secondo giro.

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