Polanski rompe il silenzio: «Contro di me, bugie»

03 maggio 2010 
<p>Polanski rompe il silenzio: «Contro di me, bugie»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«La domanda di estradizione indirizzata alle autorità svizzere è basata su una menzogna». Rompe il silenzio Roman Polanski, 76 anni, agli arresti domiciliari a Gstaad, in Svizzera, dal 29 settembre scorso. Lo fa con una lettera aperta, pubblicata domenica 2 maggio dall'intellettuale francese Bernard-Henry Lévy sulla rivista La Règle du Jeu (la prima a lanciare la petizione internazionale in favore del regista) e ripresa oggi dal quotidiano  la Repubblica. Polanski, accusato di aver stuprato una minorenne di 13 anni nel 1977 e di essere fuggito dagli Stati Uniti prima della conclusione del processo, ricostruisce la sua versione dei fatti. Secondo il regista di L'uomo nell'ombra, gli Stati Uniti vogliono solo consegnarlo «in pasto ai mass media del mondo intero» e non «pronunciare un giudizio su cui un accordo è stato trovato 33 anni fa». E precisa: «Trentatrè anni fa mi sono dichiarato colpevole e ho scontato la pena alla quale ero stato condannato in un carcere di massima sicurezza. La sentenza pronunciata rappresentava la totalità della mia pena». Adesso, la speranza è che la Svizzera non riconosca la domanda di estradizione: «Chiedo soltanto di essere trattato equamente, come qualsiasi cittadino».

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RISULTATI
Helen H. Boyle 79 mesi fa

L'accusa a chi lo vuole "dare in pasto ai Mass Media" avviene solo ora che il suo film è uscito nelle sale ;) si vede che non era poi così scomoda, come pubblicità!

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