Charlene Wittstock: «Sposo il principe, ma non cambio»

19 luglio 2010 
PHOTO KIKA PRESS

La favola di Charlene Wittstock, futura moglie di Alberto II di Monaco, è cominciata in un anno particolarmente fortunato per lei. Era l'estate del 2000, quella della partecipazione, nella squadra di nuoto del suo Sudafrica, alla finale dei 400 metri misti all'Olimpiade di Sydney. Ma anche quella della vittoria nei 100 metri dorso al Meeting internazionale di nuoto di Monaco. Fu proprio il Principe Alberto, il 27 maggio, a metterle in mano un bouquet di fiori, dopo la medaglia d'oro, guardandola negli occhi. E a volte basta uno sguardo a unire due mondi che non hanno quasi niente in comune. (...)

Il sogno di tutte le bambine per lei è diventato realtà. Ha incontrato il suo Principe azzurro, e lo sposerà. Come vede il suo futuro?

«Non penso che la mia personalità cambierà. Nel corso degli anni mi sono costruita convinzioni salde. Valori essenziali, come il rispetto per gli altri e la solidarietà verso il prossimo, che per me, ne sono certa, non passeranno mai di moda».

Non la spaventa un po' l'idea di doversi integrare in un meccanismo complesso come è la vita a Palazzo, scandita da cene e eventi ufficiali che seguono gli schemi di un rigido protocollo?

«Avevo molte cose da imparare e ce ne sono altre con cui dovrò familiarizzare. So che mi aspettano nuove responsabilità e voglio essere capace di svolgerle al meglio delle mie possibilità. Ma la cosa più importante per me, oggi, è costruirmi una famiglia, e lavorare per le cose importanti. A partire dalle attività umanitarie, alle quali voglio dedicare tutto il tempo che posso».

L'intervista completa la trovate sul numero 28 di Vanity Fair, in edicola il 14 luglio.

 

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