Per fortuna non ho incontrato Mel Gibson

20 luglio 2010 
<p>Per fortuna non ho incontrato Mel Gibson</p>

Oksana Grigorieva, la ex di Gibson che l'ha denunciato per violenze domestiche con tanto di registrazioni audio per testimoniare le ultime minacce verbali subite, ha naturalmente tutta la mia comprensione e la mia vicinanza. Anche la mia ammirazione, però: perché (per parafrasare il bell'articolo di Daria Bignardi uscito la settimana scorsa proprio su questo giornale a proposito del numero inquietante di donne uccise da un ex) Oksana è una che si vuole bene.

Ecco. Io, semplicemente, temo di non essere ancora capace di volermene abbastanza al punto di riconoscere quand'è che la comprensione per l'uomo abbia il dovere di cedere il passo al rifiuto categorico per quell'uomo. La mia fortuna, insomma, è quella di non aver mai incrociato un Mel Gibson sulla mia strada. Altrimenti so come avrei potuto rischiare di (non) comportarmi, nei panni di Oksana. Alla prima uscita sbagliata di Mel (avrà pure mandato delle avvisaglie, lanciato un piatto contro un muro, che ne so, imprecato contro la televisione che non funzionava) avrei pensato: «Povero Mel».

E lì, con la mia complicità quindi, sarebbe cominciata la fine di tutto. Povero Mel, avrei pensato. Ha i nervi a pezzi: lasciare dopo ventotto anni una moglie e sette figli dev'essere terribile, tanto più per chi, come lui, nel matrimonio lo sanno tutti quanto ci crede. Quella ex moglie, poi. Mel continua a ripetere che è una specie di angelo, ma un angelo mica ti chiede tutti quei soldi - 500 milioni di dollari - per divorziare. E poi, se fosse così angelica, perché andrebbe in giro a raccontare che Mel aveva problemi di alcol? Certo, capisco che essere lasciata per una come me, di quasi vent'anni più giovane, dev'essere stato un incubo per lei. Se si limitasse a odiare Mel, insomma, non avrei niente da dire: ma perché infangargli la reputazione?

Questo avrei pensato, nei panni di Oksana, alla prima sbroccata di Mel. Non si sarebbe accesa una spia d'allarme, fra la testa e la pancia? No. Non mi sarebbe tornata in mente l'intervista del 1991 al quotidiano spagnolo El País? Forse. «I gay fanno sesso anale, ma il culo serve solo per il cesso», aveva dichiarato lui. Probabilmente a quel punto avrei fatto uno più uno: che però si sa, per persone bacate come me, e più disposte a giustificare chi amano che a difendere loro stesse, fa tre. Così avrei sì ricordato anche quando, quattro anni fa, Mel, fermato in stato di ebbrezza, si era messo a urlare contro i poliziotti: «Fottuti ebrei, sono responsabili per tutte le guerre nel mondo ».

Mi sarebbero riaffiorati tutti alla coscienza, questi episodi, certo, ma non sarei comunque riuscita a farne un puzzle che, una volta terminato, si sarebbe rivelato una scritta: SCAPPARE A GAMBE LEVATE.

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RISULTATI
elisa 77 mesi fa

Brutta bestia il complesso della crocerossina.

valeria melis 77 mesi fa

Che articolo profondo e veritiero! parole come queste escono dalla penna di chi sicuramente, come si suol dire, "ha già dato"... Sorrido di complicità nel concordare sugli "stati d'avanzamento" del processo di beatificazione che ci ostiniamo a volte a perseguire, pur non avendo mai avuto l'obiettivo di una purificazione spirituale..

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