Kim Kardashian, il fattore K

03 settembre 2010 

Kim Kardashian (VEDI LA FOTOGALLERY) è come Silvio Berlusconi. Nessuno ammette di votarlo, eppure Berlusconi vince le elezioni, nessuno ammette di guardarlo, eppure il reality della famiglia Kardashian fa un botto di ascolti. Almeno negli Stati Uniti, dove il 22 agosto su E! Entertainment è partita la quinta stagione di Keeping Up With the Kardashians, che in Italia andrà in onda sullo stesso canale (Sky, n. 123) ogni lunedì dal 13 settembre alle 20.30, con il titolo Al passo con i Kardashian, e che Kim promuoverà con un mini tour milanese il 19 e il 20.

Lei arriva con un mite, del tutto ragionevole ritardo, ha i capelli raccolti, una camicetta bianca scollata su un seno che fatico a evitare con lo sguardo, un paio di jeans attillati e strappati, pochette di Chanel beige e sandali Christian Louboutin in tinta, con un tacco che a occhio sta tra i 10 e i 12 centimetri. «Sono troppo bassa per permettermi altro», mi spiega (Kim è alta 1 metro e 59 centimetri).
Ordiniamo un paio di Diet Coke e attacco il registratore.

Oltre a essere la protagonista di un reality, lei e le sue sorelle Kourtney e Khloé gestite alcuni negozi di abbigliamento e state scrivendo un libro sulla vostra famiglia. Da sola o sempre con le sue sorelle, fa anche la stilista di abiti e gioielli, e la testimonial di prodotti di bellezza. Tra tutte queste attività, qual è la sua preferita?
«Lo show, perché ci dà l'opportunità di passare un po' di tempo in famiglia, ma la mia vera passione è la moda. Il primo Dash Store lo abbiamo aperto a Los Angeles un anno prima che iniziasse la trasmissione (nel frattempo ne hanno inaugurato un altro a Miami, e stanno per aprire un Kardashian Store a Las Vegas, ndr). Il mio primo lavoro è stato organizzare i guardaroba delle mie amiche. Per esempio, di Paris (Hilton, ndr)».

 

L'intervista completa è su Vanity Fair n. 36, in edicola dal 9 settembre


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