Jennifer Aniston: «Fortunata in amore»

11 aprile 2009 
<p>Jennifer Aniston: «Fortunata in amore»</p>

Arriva con i jeans tagliati e scoloriti e una maglietta. Siamo circondati dalla polvere e dal frastuono dei lavori di ristrutturazione della grande villa di Jennifer Aniston a Beverly Hills, ma la padrona di casa ha il suo solito, meraviglioso aspetto: lunghi capelli biondi, corpo abbronzato da appassionata di yoga, anelli alle dita dei piedi e perline hippy. Ogni cosa al suo posto. E niente nuovi tatuaggi. Parcheggio l'auto in mezzo a camion e gru, entro in un ufficio dove faccio la conoscenza di Phil, il maggiordomo. Un tipo elegante, accento britannico, ricordo dell'epoca leggermente più grandiosa quando l'attrice viveva con Brad Pitt ed era proprietaria, non lontano da qui, di una villa da 1.300 metri quadrati in stile normanno neomedievale, e di una grande tenuta nella contea di Santa Barbara. Ma anche le proporzioni di quest'insolita casa sono da restare a bocca aperta. Tutti i suoi mille metri quadrati sono distribuiti su un unico piano, e ogni cosa ha dimensioni sorprendenti: le stanze, le porte, persino i pomelli sono più grandi del normale. Le maniglie della porta dell'ufficio di Jennifer sono enormi mani di bronzo provenienti dalla Thailandia, con le dita piegate in modo da formare un mudra, il gesto simbolico del buddismo e dell'induismo. «Questa posizione delle dita serve a tenere lontani gli spiriti maligni», spiega. Quindi mi conduce nel vasto ingresso fino al portone, formato da due gigantesche lastre di bronzo. «Guardi quanto sono grandi. E adoro questi spioncini stile Mago di Oz». Apre il minuscolo sportellino, sbircia e dice, con la voce dei Munchkin, i nanetti che popolano il magico regno di Oz: «No, la signora non la può ricevere!». La villa, acquistata un paio d'anni fa, aveva problemi strutturali, ma lei non si è persa d'animo: ha fatto buttare giù tutto. Lo stile fonde il gusto hawaiano e quello balinese: «Volevo che la casa, a chi entra, desse la sensazione di un posto dove puoi allungare i piedi e rilassarti. Ma volevo anche che fosse… sexy».  Jennifer strizza gli occhi e scuote la chioma per ottenere un effetto comico: «Sì, una casa sexy!». Ettari di travertino e di teak brasiliano, una vasca giapponese, un enorme caminetto, e in giardino, oltre il grande terrazzo con vista su Los Angeles e il Pacifico, una piscina fiancheggiata da una larghissima cascata. Quando la definisco, per scherzo, il suo «personale parco divertimenti», lei mi conferma che gli amici la chiamano «Jennifer Aniston Spa».

CASA NUOVA, GOSSIP VECCHIO

Anche questa casa è un modo di costruirsi una nuova vita. Alcune cose, in compenso, non cambiano mai: «Oggi mi hanno seguito fin quassù una decina di auto», racconta rassegnata, mentre consumiamo un veloce pasto preparato dal suo chef personale e servito da un assistente. «A quei fotografi mi viene da dire: oggi mi vedrete solo entrare e uscire dal mio ufficio. Alla fine, con questa foto, che cosa vi pagherete? Il pranzo? Un pacchetto di sigarette? Forse neanche quello!». Forse cerca di  convincersi. La realtà è che le foto di Jennifer, anche di Jennifer che non fa nulla di particolare, valgono più che mai. La Aniston del «dopo Brad Pitt» fa vendere i giornali. Ora, per esempio, la etichettano come quella che esce sempre con uomini più giovani (la sua ultima relazione è stata col musicista John Mayer, 9 anni meno di lei) e trascorre le giornate a ciondolare tra spiaggia e piscina a Cabo San Lucas, la punta-vip della Baja California. Woody Allen ha detto di recente: «Le persone serie non prendono sul serio la stampa scandalistica, sanno che è solo una forma di intrattenimento». La Aniston  ne è ben consapevole, ma questo non la aiuta a sopportare le conseguenze. «La cosa difficile è far capire che sono qualcosa di più della ragazza che descrivono quei giornali. La gente pensa davvero che io sia così sfortunata in amore? In realtà, credo di essere stata incredibilmente fortunata in amore. Solo perché la mia vita non ha una struttura tradizionale, con un marito, due figli e una casa nel Connecticut, non vuol dire che non sia comunque una vita, la mia. E poi, se non vi piace, smettete di guardarla!».

SEX AND THE CITY? NO, GRAZIE

Dopo un paio d'anni di pausa, la Aniston ora ha due film in uscita quasi contemporanea. Quello che più tocca i suoi attuali sentimenti è forse La verità è che non gli piaci abbastanza, da pochi giorni nei cinema. Diretto da Ken Kwapis e tratto da un best seller di Greg Behrendte e Liz Tuccillo, ha un cast stellare con Jennifer Connelly, Ben Affleck, Scarlett Johansson, Drew Barrymore. Aniston e Affleck sono una coppia che ha vissuto insieme senza sposarsi per sette anni, e tanta è la naturalezza della loro interpretazione da far nascere il sospetto - benché si conoscessero a malapena prima del film - che una coppia, nella vita, lo siano stati davvero. La scena dove lei gli chiede di sposarla, altrimenti tra loro è finita, è emozione pura. «Quando si rende conto che lui non intende sposarla, il dolore che riesce a esprimere… Jennifer, come attrice, sa trasmettere qualcosa che non è finto», dice il regista. E lei come lo vede questo personaggio, che potrebbe far pensare alla sua vita? «Mi piaceva la storia, ma…», quasi balbetta. «Non so. Non mi piacciono le ragazze che piagnucolano e si lamentano… perché vogliono un uomo. Non mi è mai piaciuto Sex And the City, quel tipo di situazione in cui le donne si sentono più forti solo quando trovano l'Uomo. Non è roba per me. Non c'è nulla che si possa programmare in amore».

MATERNITÀ E MADRI

In Io e Marley (esce il 3 aprile) è invece al fianco di Owen Wilson, una rivelazione: come dice Jennifer, «Owen è arrivato a questo film, nel senso che è stato tutto quello che ha passato negli ultimi anni (ha tentato il suicidio nel 2007, ndr) a consentirgli una fantastica interpretazione». Il film prende spunto dalla rubrica di giornale del romanziere John Grogan, che racconta il rapporto suo e della famiglia con il «peggior cane del mondo». Inizia con la coppia che prende Marley da cucciolo e l'arco narrativo segue la vita dell'animale, mentre i due coniugi costruiscono le rispettive carriere, fanno tre bambini, accettano compromessi e raggiungono la mezza età. Film divertente, ma con parecchie lacrime per i cinofili, e non solo per loro. C'è la scena, per esempio, in cui il personaggio della Aniston scopre di aver avuto un aborto spontaneo. «Non dice una parola», spiega il regista David Frankel, «e tutto il dolore di quel momento, il dolore che ogni donna proverebbe in una simile situazione, viene ulteriormente amplificato quando guardi Jennifer, perché sai quanto lei desideri una famiglia e dei figli». L'attrice non ama i paragoni con questo aspetto della sua vita reale: «L'ho detto tante volte che avrò dei figli. So che li avrò, punto e basta». Ma ci sono altri temi del film - i rapporti genitori- figli, i battibecchi di coppia - rappresentati con tale realismo da sembrare ispirati a momenti vissuti davvero. «La verità è che imito mia madre », dice Jennifer. «Quando si arrabbiava, metteva paura. Io non so se mi sono mai arrabbiata davvero. Il mio analista me l'ha ripetuto per anni: hai bisogno di arrabbiarti! Ma la rabbia, quando esplodi così, mi sembra orribile: è possibile arrabbiarsi e riuscire comunque a parlare con calma». Dopo un allontanamento durato dieci anni, la Aniston e sua madre stanno vivendo un cauto processo di riconciliazione, cominciato proprio con il divorzio. «È cambiata, si è persino innamorata. A 73 anni. Cerca di parlarmene, e io: "No! Non voglio sapere quanto sia meravigliosa la tua vita sessuale!" ». Il padre è l'attore di soap John Aniston. «Recita ancora nella serie I giorni della nostra vita, il mio caro papà dai capelli bianchi. Ed è sempre un gran bell'uomo».

VINCE L'EROE, JOHN L'INDECISO

Due settimane dopo, ci incontriamo a cena in un hotel di Manhattan. Stavolta indossa la «divisa da città»: jeans a vita bassa, stivali, grossa cintura, top nero. Il posto è quasi deserto, e la cosa non le dispiace. Da quando iniziò a uscire con Pitt nel 1998, la sua vita sentimentale ha sempre fatto notizia. E il loro divorzio non ha fatto che  aumentare l'interesse per ogni suo successivo passo sentimentale. A partire da Vince Vaughn, con cui ha girato Ti odio, ti lascio,ti... e vissuto una storia «tira e molla» tra il 2006 e il 2007. «Lo chiamo il mio "defibrillatore"», dice con affetto. «Mi ha riportato alla vita, e il primo respiro è stata una grossa risata. Vince è come un elefante in un negozio di cristalleria, però è stato perfetto. Ne avevo bisogno». Per arrivare a John Mayer, incontrato nel 2008 a un party degli Oscar, e al quale è stata legata, tra alti e bassi, fino a poche settimane fa. Qualcuno l'ha criticata, per la differenza di età e perché Mayer ha una reputazione da dongiovanni (tra le sue ex, Jessica Simpson e Jennifer Love Hewitt). «Ma la gente deve imparare a farsi gli affari propri! Aveva forse senso una coppia come Claudia Schiffer e David Copperfield?», ride. «O Madonna e…». Si interrompe. «Meglio non alimentare ostilità». Si fa improvvisamente seria. «L'amore appare all'improvviso, e tu sai che sarà una bella avventura, anche se magari ti farà soffrire». A lei è capitato la scorsa estate, quando Mayer, dopo aver rotto (per la prima volta) con lei, urlò ai paparazzi che lo inseguivano fuori dalla palestra: «Invece di pubblicare le solite bugie, prendetevela con me, perché la relazione l'ho interrotta io». Mossa che gli attirò parecchie critiche per la sua mancanza di cavalleria, ma che Jennifer attribuisce all'inesperienza: «Lo capisco, siamo esseri umani. E quell'episodio nulla toglie al fatto che John è un uomo meraviglioso».

AL TELEFONO CON MR. PITT

È davvero fuori luogo l'etichetta di una Aniston «ossessiva» rispetto ai suoi ex. Sembra aver fatto pace con l'ex marito. Quando le chiedo se si parlano, dice sì con il tono di chi risponde a una domanda assurdamente sciocca. Come sta Brad?, azzardo. Mi guarda per un paio di lunghissimi secondi e fa una di quelle sue faccette ironiche. «Mi pare stia benissimo, no?». Vi parlate spesso?, insisto. «Ci siamo salutati un paio di volte e scambiati gli auguri. Mi sono anche congratulata per i bambini. Nutro nei suoi confronti un'ammirazione sconfinata… Sono fiera di lui!». Ma l'inevitabile ruggine post-divorzio?. «Vuole sapere quando si è rimarginata la cicatrice?», chiede Jennifer. «Beh, il rapporto tra noi non si era mai deteriorato più di tanto», spiega, consapevole che si farà fatica a crederle. «Il divorzio non è una cosa che dici: "Non vedo l'ora di provarlo". Ma ormai è lontano, non riesco neanche più a ricordare i momenti bui. In fin dei conti, ci siamo separati in modo amichevole. Tutta quella storia di rancori e cattiverie, "Brad non può parlare con Jen e Jen non può parlare con Brad perché l'altra non vuole", è una gigantesca invenzione. Il matrimonio non ha funzionato, ma poco dopo la separazione abbiamo fatto una lunghissima chiacchierata telefonica, ci siamo detti quello che dovevamo dirci, e da allora siamo stati sempre rispettosi l'uno nei confronti dell'altra. Chi pensa che le cose debbano durare per sempre ha aspettative esagerate. E chi si mette addosso, come ho fatto io, quel tipo di pressione - l'amore può essere solo la favola, l'uomo può essere solo quello giusto - fissa un obiettivo irraggiungibile».

LE PAROLE DI ANGELINA

Inevitabile domandarle di Angelina. Mi chiede di spegnere il registratore. Mi assicura di aver trovato divertentissima la vignetta del New York Post (ispirata da una mia intervista per Vogue in cui la Jolie, due anni fa, si diceva disposta a «sedersi a parlare» con la Aniston) dove si vede Jennifer al telefono che dice: «Angelina, ho deciso di accettare la tua offerta», e intanto carica un mitra. Proprio dopo aver visto quella vignetta, dice, si è procurata il numero di Vogue con l'intervista incriminata. E a ferirla, spiega, è stato il leggere come la Jolie avesse sentito il bisogno di raccontarmi i dettagli dell'inizio della sua relazione con Pitt sul set di Mr. & Mrs. Smith, nel 2005, cioè quando lei e Brad erano ancora sposati. «Alcune delle cose citate in quell'articolo risalivano a un periodo in cui ero all'oscuro di quanto stava accadendo: non mi è sembrato opportuno parlarne». Scuote la testa, ancora incredula. «Come quella cosa di dire che non vedeva l'ora di andare al lavoro ogni mattina. Davvero fuori luogo».

DONNE CON LE PALLE

Nonostante tutto, matrimonio e divorzio hanno piantato il seme di quella che la Aniston considera una sua importante «creatura», la Echo Films, la sua società di produzione cinematografica. Una decina d'anni fa, agli inizi della loro storia, Brad e Jennifer avevano dato vita, a una società di produzione che poi sarebbe diventata la Plan B. E che, dopo essersi unita alla Warner Bros., iniziò a produrre successi come The Departed di Scorsese. Dopo il divorzio, Kristin Hahn, la migliore amica della Aniston, ha preso il posto di Pitt come sua socia. «Molti non sanno», dice, «che Jennifer è una vera donna d'affari e una gran lavoratrice: ogni mattina puntuale in ufficio». La Aniston vorrebbe non solo produrre ma anche dirigere, dopo la prima esperienza di due anni fa col corto Room 10. «Nel nostro gruppo di amiche», continua Kristin, «diciamo sempre che Jennifer sa tagliare i capelli meglio di un parrucchiere, e miscelare i drink meglio di un barista. Produrre e dirigere per lei sarà ugualmente facile. Dovunque punti la sua bacchetta magica, sbocciano fiori». Non a caso tutti i film che la Echo ha in fase di sviluppo raccontano storie di «donne con le palle». Come Counter Clockwise, la biografia di Ellen Langer, nata nel Bronx, prima donna a ottenere una cattedra di Psicologia ad Harvard, o The Goree Girls, la storia vera di un gruppo di donne che, in una prigione del Texas anni '40, formarono una band country, diventata famosa grazie alla radio del carcere. Ma è soprattutto un terzo progetto in fase più avanzata, intitolato Pumas, a dirla lunga sullo stato d'animo della Aniston di oggi. «È una versione femminile di Due single a nozze (film del 2005 con Owen Wilson e Vince Vaughn, ndr)», spiega. «Parla di donne che vogliono solo trovare bei ragazzi con cui divertirsi per poi scaricarli. Non possiamo farlo anche noi donne?». Jennifer è diventata davvero molto più sicura di sé. Neppure una «scadenza a rischio» come il suo quarantesimo compleanno, a febbraio, l'ha turbata più di tanto: «Non dico di avere 40 anni, dico di averne 30 più 10. Non mi sento una quarantenne. Non so neanche che cosa significhi. So solo che all'improvviso l'età diventa un qualcosa da mettere accanto al mio nome. E ora ho 40 anni: lo prendo come un titolo onorifico».

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RISULTATI
Angela 74 mesi fa

Una pizza! Meglio la Sandra Bullock come attrice da commedie. La Aniston praticamente recita se stessa in tutti i film. Una piaga che vive sulla scia della coda del divorzio da Brad Pitt. Una piaga!!!!

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