Rosario Dawson: «I trenta me li sto proprio godendo»

09 novembre 2010 
<p>Rosario Dawson: «I trenta me li sto proprio godendo»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Rosario Dawson affronta con slancio tutto ciò che fa, si tratti di impegno sociale o di lavoro. Dal 12 novembre la ritroviamo in un film tutto adrenalina e azione: Unstoppable - Fuori controllo, diretto da Tony Scott. Ispirato a un fatto di cronaca, Unstoppable racconta di un treno senza conducente carico di rifiuti tossici, lanciato ad altissima velocità verso il disastro. Rosario è Connie, la capostazione che aiuterà Frank Barnes (Denzel Washington) e Will Colson (Chris Pine) a risolvere la situazione. Trentun'anni, un mix di radici (ha cromosomi afrocubani, portoricani, nativi americani e irlandesi) ma nata a New York, Rosario ha un nome maschile e un corpo più che mai femminile.

Le è capitato di non ottenere una parte per il suo aspetto?
«Se lavoro così tanto è proprio per il mio aspetto. Un'amica, una collega bionda con occhi azzurri, un giorno mi disse: "Tu in questo mestiere riuscirai meglio di me, guardati intorno, sono tutte bionde con gli occhi chiari, mentre non c'è tanta gente con un aspetto come il tuo". Aveva ragione. All'inizio forse sarebbe stato più facile essere chiara, ma ora faccio moltissimi film, mentre lei non sta quasi più lavorando».

Ha solo 31 anni ma se un giorno, a causa delle rughe, dovessero smettere di chiamarla, ricorrerebbe al chirurgo?
«Le ho già le rughe. Pensi che quando ero più giovane facevo tutte le smorfie possibili, per "costruire" rughe sulla mia faccia. Volevo essere più vecchia. Lo volevo con tutta me stessa, invece ora che ho qualche anno in più mi impongo di non muovere la faccia: stai ferma, non ridere troppo che ti vengono le zampe di gallina, mi dico. Quando sei giovane vorresti essere più vecchia, quando lo diventi faresti carte false per ringiovanire. Però, so che vorrei potermi godere tutte le tappe della vita. Eve Ensler, l'autrice dei Monologhi della vagina, una volta mi disse che non ha iniziato ad apprezzare la vita prima dei 48 anni. È bello avere intorno gente che non ti trasmette la paura di invecchiare».

Però, passati i quaranta, Hollywood diventa un incubo per molte donne.
«Non per tutte: Angela Lansbury ha continuato a recitare. Quello che amo dell'essere attore è che puoi raccontare storie diverse, a seconda dell'età che hai. È il bello del mio mestiere, se dovessi per tutta la vita interpretare storie che hanno per protagonista una venticinquenne sarei davvero delusa. Guardi Sex And the City: non sono solo le ventenni ad avere qualcosa da raccontare. Io comunque non tornerei ai venti, molto meglio adesso, i trenta me li sto proprio godendo: prima ero così insicura, adesso invece ho acquisito sicurezza e coscienza».

L'intervista completa su Vanity Fair n. 45/2010

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