Clotilde Courau: «Nessuno mi può giudicare»

17 agosto 2010 
<p>Clotilde Courau: «Nessuno mi può giudicare»</p>
PHOTO ALI MAHDAVI - COURTESY OF VANITY FAIR

«Nessuno mi può giudicare. Sono come sono, con i miei valori e con le mie forme di espressione», dice senza mezzi termini Clotilde Courau, francese, attrice e moglie di Emanuele Filiberto di Savoia, che dal 19 al 29 settembre si esibirà al Crazy Horse, tempio parigino dello «striptease chic».

«Non sono una donna convenzionale, non ho lezioni da dare a nessuno, ma non voglio neanche riceverne: avevo molta voglia di fare questa cosa e sapevo che potevo realizzarla solo qui».

Perché proprio al Crazy Horse?

«Qui è veramente il corpo che parla, vestito di luce, in un universo surrealista. Avevo bisogno di un luogo raccolto, per esprimere la mia parte organica».

Sicura di aver usato l'aggettivo giusto?

«Parlo abbastanza bene l'italiano da saper adoperare gli aggettivi. Scriva "organica", perché è questo che voglio dire. Avrei potuto definirla istintiva, animale, viscerale, ma organica rende meglio l'idea, perché ricorda la Terra».

 

L'intervista completa è su Vanity Fair n. 33, in edicola da mercoledì 18 agosto

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).