Demi Moore: «Che fiaba, la mia»

02 aprile 2008 
<p>Demi Moore: «Che fiaba, la mia»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Demi Moore si alza, solleva un pochino l'abito nero e mi mostra le ginocchia. «Le pare che mi sia fatta la plastica alle ginocchia? Quando lo hanno scritto, ho pensato: ma che idea bizzarra. Perché, dovendo proprio scegliere, mi sarei rifatta qualcos'altro. Poi, però, mi sono detta: merda, c'è per caso qualcosa che non va nelle mie ginocchia?».

Parte una risata roca, sinceramente divertita. È la prima volta che vedo Demi Moore da vicino e che le parlo. Mi avevano detto della voce, straordinariamente sexy. Mi avevano detto dei tanti, troppi interventi di chirurgia estetica. Me l'avevano descritta come la portabandiera della bellezza estenuata e plastificata. Non è proprio così.

Intanto, la famosa voce non è da fatalona intimidente, piuttosto è una voce da donna simpatica e rilassata, che sa quali domande aspettarsi e come rispondere, senza mettersi nervosamente sulla difensiva.

Quanto al reparto Nip&Tuck, certo Demi deve averlo frequentato, ma non in modo estremo come si dice da anni, e certamente non per rifarsi le ginocchia, che mi sono parse al di sopra di ogni sospetto.

Ha alcune rughette intorno agli occhi, sulla fronte fa capolino qualche brufolo, niente silicone gonfia-labbra. Insomma, non è perfetta come appare nelle pubblicità di Helena Rubinstein, il marchio di cosmetici di cui è testimonial, ma ha lo stesso charme dei tempi di Ghost o Rivelazioni o Proposta indecente. Anzi, forse è meglio di allora: ha una figura elegante, direi sofisticata, così diversa da come appariva una volta, tra gli '80 e i '90, quando era una superstar strapagata ma si vestiva come Sbirulino. Oggi, basta guardarla sui tappeti rossi su cui viene continuamente fotografata con il giovanissimo marito - Ashton Kutcher ha 30 anni appena compiuti, 15 meno dei 45 di lei - per capire che Demi ha trovato uno stile che le dona e la valorizza: bella cosa che a volte capita alle donne, dopo i quaranta.

Quanto alla vita professionale, certo ha visto momenti più eccitanti, ma c'è comunque un film in uscita, proprio in questi giorni, negli Stati Uniti: il titolo è Flawless, l'interprete maschile è Michael Caine, il regista è Michael Radford, quello del Postino, la storia racconta un furto di diamanti nella Londra degli anni Sessanta, e le prime recensioni sono più che positive.

La sensazione è che, avendo dedicato molte energie alla carriera in passato, oggi Demi pensi ad altro. Alle figlie (ne ha tre dal matrimonio con Bruce Willis, hanno tra i venti e i sedici anni), all'amore con Ashton (stanno insieme da cinque anni, alla faccia di chi non avrebbe mai scommesso un centesimo sulla durata della relazione) e a un equilibrio personale che traspare anche nel tempo di un'intervista.

 

Anche lei è del partito «i 40 sono i nuovi 30»?

«Sono più avanti: penso che i 60 siano i nuovi 40. Si vive più a lungo, si fanno figli più tardi, ma soprattutto abbiamo imparato a prenderci cura di noi stessi. Inoltre, è proprio cambiata la percezione di sé rispetto all'età anagrafica. Mia nonna a 40 anni aveva già la stessa pettinatura e indossava lo stesso tipo di abiti con cui me la ricordo quando di anni ne aveva più di 70. Oggi abbiamo conquistato la libertà di non invecchiare, di mostrarci esteriormente con l'età che sentiamo di avere, non quella che abbiamo».

CONTINUA

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