Laetitia Casta: «Bella addormentata a chi?»

06 maggio 2009 
<p>Laetitia Casta: «Bella addormentata a chi?»</p>
PHOTO ENZO DAL VERME -

Vedi le foto e poi guardi lei, ricordi Brigitte Bardot e poi guardi lei, pensi che sta aspettando il terzo figlio e poi guardi, ancora una volta, lei. Che sta scavando con un cucchiaino dentro due uova alla coque, i capelli biondo (Bardot) accrocchiati sulla nuca, i jeans, un paio di ballerine giapponesi (con l'alluce a parte, per capirci), una camicia a quadretti rossi e bianchi che sembra uscita dal guardaroba dello sceriffo Woody di Toy Story, la faccia di una che potrebbe avere vent'anni sì e no. La guardi e non riesci a mettere insieme i pezzi.

Senza make-up e senza stylist a seguito, Laetitia Casta è bella lo stesso, in modo differente e, forse, anche di più, da come appare nelle fotografie. Diversissima dalla Bardot, che interpreta nel suo prossimo film, ma solo se ti fermi all'inquadratura dei lineamenti uno a uno: diversi gli occhi, la bocca, la forma del viso, tutto. Ma il fascino, quello, si assomiglia.

E dimostra almeno dieci anni in meno dei trentuno che compie l'11 maggio. La guardi (sì, ancora): pazzesco che stia per diventare madre un'altra volta, la terza, dopo Sahteene, 8 anni, avuta da una storia precedente, e Orlando, 2, figlio dell'attore Stefano Accorsi, che è anche il padre del bambino che arriverà in estate.

«Forse è un po' stanca», le dico, riferendomi alla gravidanza e al film, finito di girare da poco, Serge Gainsbourg, vie héroïque, quello, appunto, dove interpreta Brigitte Bardot.

Lei, nonostante sia bella e bionda, dice di no.

«È per questo che ha ancora i capelli tinti?», domando. E Laetitia, almeno questa volta, risponde: «Sì».

Mi racconti del film.

«È la storia della vita di Gainsbourg. Lui e la Bardot ebbero una storia. Non durò molto, pochi mesi. Di notte, a letto, scriveva canzoni d'amore per lei, che dormiva al suo fianco. Per me, non è stato un impegno lungo: solo cinque giorni sul set. L'ho fatto con gioia e con molta leggerezza, come un bambino che gioca ai cowboy, come si indossa un vestito. Intanto assomigliare alla Bardot è impossibile. Lei è unica».

La conosce personalmente?

«Quando mi hanno proposto di interpretare la sua parte, le ho chiesto di incontrarci. Mi ha detto d'accordo, poi però non si è sentita bene. Così mi ha chiamata al telefono. Abbiamo parlato a lungo. Mi ha molto ispirata. È stata generosa. Avevo bisogno della sua approvazione».

Di recente, ha girato anche un altro film, Visages.

CONTINUA

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