Michelle Hunziker: «Quello che voglio in un uomo»

18 novembre 2009 
<p>Michelle Hunziker: «Quello che voglio in un uomo»</p>
PHOTO CLAUDIO MARGOTTA -

«Sto aspettando un uomo che mi dica: "Voglio un figlio da te". Non dev'essere la donna a chiederlo». A 32 anni, Michelle Hunziker ha certezze e idee così chiare che, fossi un uomo, mi spaventerei un po'. Invece il suo, di uomo (quello, per lo meno, che un mese fa lo era), non sembrava avere l'aria spaventata quando l'ha accompagnata sul set di questo servizio fotografico a Los Angeles, dove lei stava girando il suo terzo cinepanettone (dopo Natale in crociera e Natale a Rio, quest'anno è il turno di Natale a Beverly Hills).

L'uomo in questione è Luigi De Laurentiis, 30 anni, professione produttore (dei suddetti cinepanettoni, e di parecchio altro), e il giorno era il 17 ottobre, a due settimane dalla fine delle riprese.

Quando sono entrata nel vecchio teatro di Downtown dove si stava scattando, lei, ricoperta di Swarovski, strascico e tacchi a spillo, stava in piedi su una scala; in veste hollywoodiana, era bella da togliere il fiato. Lui, in jeans e T-shirt bianca, la ammirava seduto in una poltrona della platea deserta. Michelle, che nel film vedremo quasi sempre in costume da bagno - protagonista femminile del secondo episodio, è una baywatcher contesa da Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi (coppia riunita per l'occasione) -, sfoggiava un fisico, già invidiabile in partenza, reso perfetto dalla palestra.

Quella tra Michelle e Luigi è una storia fatta, come tante, di alti e bassi. Si sono ritrovati all'inizio di quest'anno dopo una pausa di 8 mesi (si erano conosciuti nel settembre 2007) e a Los Angeles, proprio a Beverly Hills, hanno preso casa insieme per il periodo delle riprese; con loro c'era anche Aurora, la figlia quasi tredicenne che la Hunziker ha avuto da Eros Ramazzotti. Ma pochi giorni fa, dopo il ritorno della showgirl in Europa, un articolo uscito in Germania ha dato la loro relazione per finita: «Michelle è di nuovo single», strillava la Bild.

A che punto è la storia fra due persone, lo sanno con certezza solo i diretti interessati. E, in questo caso, i diretti interessati sono troppo discreti per parlarne. Ma forse, leggendo questa intervista, un'idea di quella che può essere la verità, di quello che può essere successo, ve la farete.

Come si trova in California, Michelle?

«Quando avevo vent'anni ho vissuto a Santa Monica, per studiare recitazione, e mi era piaciuta tantissimo. Forse la vedevo con occhi diversi, o forse all'epoca Los Angeles era un'altra città. Oggi sono ancora di più innamorata del mio Paese, l'Italia, e quindi qui non ci vivrei più».

Perché?

«Voglio stare in una città viva, dove esci di casa la mattina e trovi un fruttivendolo, gli anzianotti sulle panchine, i bambini che giocano. A Los Angeles ti muovi solo in macchina, è difficile trovare gente che cammina per strada e devi sapere chi frequentare. In compenso, fai una vita molto sana e sportiva: sveglia alle sei, a dormire alle nove e mezzo. Dopo le undici di sera non c'è più in giro nessuno».

Forse c'è una mondanità diversa: qui le feste si fanno nelle ville.

«Sono andata a qualche party, più che altro grazie a mia figlia. Da questo punto di vista, ho trovato tra le madri delle sue coetanee un'accoglienza e una solidarietà pazzesche: non passa settimana senza che ci invitino a un tè, a una festicciola».

Che cosa dice, invece, Aurora della vita qui?

«È entusiasta, non si è mai divertita tanto. La aiuta il fatto di parlare un inglese perfetto: a Milano ha sempre frequentato una scuola internazionale. Il posto dove studia qui ha parecchi ettari di verde intorno, fanno tanto sport, e anche recitazione: pensi che dentro la scuola c'è la ricostruzione di un teatro greco».

CONTINUA

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