Robert Pattinson: «Io spacco tutto»

24 marzo 2010 
<p>Robert Pattinson: «Io spacco tutto»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Se l'umanità si divide tra il partito dei «vorrei ma non posso» e quello dei «potrei ma non voglio», candido Robert Pattinson capolista mondiale della seconda fazione. Ventitré anni, vampiro suo malgrado, icona sexy controvoglia, il ragazzo con la valigia (ne ha tre, veramente, come gli anni che ha vissuto tra un albergo e l'altro) guarda il mondo da un oblò e pensa: «Boh?!». Ma poi fa un giro di do sulla chitarra, beve una birra, sgranocchia un Twix e tira avanti.

Il sacro fuoco dell'arte, ammette, non ce l'ha mai avuto, ma era un tipo carino e la scuola di recitazione del Barnes Theatre Company (Londra sud) era il posto giusto per conoscere le ragazze. Da cosa nasce cosa e così capita che ti ritrovi sul set di Harry Potter e il calice di fuoco. Poi capita che senti che stanno facendo un provino per Twilight e allora giri un video con un tuo amico, ma ti fa così schifo che non lo mandi nemmeno. Ma siccome la fortuna è ancora più ostinata del tuo non volerla nemmeno guardare ti chiamano lo stesso e ottieni la parte del protagonista.

Se Pattinson avesse letto con attenzione Twilight prima di dire sì - o l'avesse fatto leggere a sua sorella - avrebbe intuito che Edward Cullen (il figo intellettuale e combattutissimo che tutte sogniamo) avrebbe succhiato il sangue a lui per primo. Ma non l'aveva fatto e il resto è storia se non proprio del cinema, almeno la sua: cronaca quotidiana del prigioniero delle suite extralusso, forzato del room service, incredulo testimone di fenomeni di isteria collettiva da parte delle fan.

Per cercare di staccarsi i canini di Edward dal collo, Pattinson, tra una puntata e l'altra delle riprese della saga di Stephenie Meyer, ha girato Remember Me, film drammatico-sentimentale diretto da Allen Coulter e ambientato a New York in cui interpreta Tyler, studente di ricca e disastrata famiglia che disprezza i soldi del gelido papà (Pierce Brosnan) e infatti vive in un appartamento fetente con un roommate scemo. Ma a mettere ordine nel suo cuore e in cucina arriva Ally (Emilie de Ravin), anche lei con il suo bagaglio di casini. I due si amano, si salvano, si perdono e poi chissà: il finale lascia la sala silenziosa, quindi non si può raccontare.

Ma siccome il cinema va più veloce della vita, quando lo incontro, a Londra, ha già le sembianze del suo prossimo personaggio Georges Duroy («Uno che odia tutti. Ci voleva dopo tutta questa roba romantica. È noioso essere sempre buoni», dice), il Bel Ami di Maupassant: baffi e barba curatissimi, sotto cui la sua T-shirt con il collo slabbrato fa uno strano effetto. Per non parlare del cappellino da baseball.

Avvertenza all'intervista per quelle che non dormono di notte chiedendosi se Robert sta (ancora? è mai stato?) oppure no con Bella-Kristen Stewart: sì, glielo volevo chiedere, no, non ho potuto. «Niente foto, autografi e domande sulla vita privata, altrimenti l'intervista si interrompe», avevano minacciato. Bisogna attenersi alla dichiarazione ufficiale: «Siamo molto amici». Quel che è certo è che tra i due c'è (c'era?) del feeling, «molti e complessi feeling», ha detto la regista di Twilight Catherine Hardwicke. Nella vita privata sono un po' come nel film: tra loro c'è un'attrazione intensa che non si può realizzare. In effetti, durante le riprese, la Stewart stava (ufficialmente) con il fidanzato storico, l'attore Michael Angarano.

Vorrei ma non posso, insomma. Forse.

Le note biografiche che accompagnano ogni suo film la descrivono come una persona buona e umile, ma è davvero possibile non montarsi la testa quando si è perennemente contornati da ragazzine in deliquio?

«Sì, anche perché l'effetto di tutto ciò è più che altro terrificante. Il successo è una cosa in cui io sono letteralmente caduto dentro. Probabilmente se avessi lavorato duro per ottenerlo vedrei le cose in modo diverso, ma siccome non ho fatto nulla sono, come dire? Continuamente sorpreso».

CONTINUA

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