Sharon Stone: «Gli uomini non mi fanno la corte»

19 agosto 2009 
<p>Sharon Stone: «Gli uomini non mi fanno la corte»</p>

Sono in macchina con Sharon Stone. Mi sta dando un passaggio, a fine intervista. Stringe il volante e guarda dritto davanti a sé, mentre io stringo in grembo le nostre borsette. Stiamo sfrecciando, sotto il sole a picco di Los Angeles, da West Hollywood a Beverly Hills. L'auto è una Bentley nera decappottabile ed è il regalo che Sharon - appassionata di vetture d'epoca - si è fatta per il suo cinquantesimo compleanno, festeggiato poco più di un anno fa. Sul sedile posteriore è appoggiata una mazza da baseball. Le chiedo che cosa se ne fa. «Picchio i paparazzi, se diventano troppo molesti». Poi scoppia a ridere, mi spiega che il baseball le piace molto e che ogni tanto va ad allenarsi in quelle specie di gabbiotti che abbiamo visto tante volte nei film. Se il baseball è un simbolo dell'America, Sharon Stone è il simbolo di un fenomeno altrettanto americano: il divismo di Hollywood. Nonostante una carriera cinematografica non sempre da primi posti in classifica, Sharon resta Sharon. Se volete un po' di glamour, chiamate lei. Se volete la grinta di una primadonna, chiamate lei. Se volete un tocco di malizioso sex appeal, è imbattibile. Basti pensare alla sua apparizione sul tappeto rosso all'ultimo Festival di Cannes, con un abito che di primo acchito pareva la solita lussuosa palandrana nera e che, invece, scopriva completamente le spettacolari gambe. Nel tempo di un flash, Sharon si è beccata le prime pagine di molti giornali, alla faccia di tante giovincelle. E, alla faccia di tante giovincelle, eccola in queste foto scattate per Vanity Fair. All'intervista è arrivata puntuale, in un ristorante molto carino e discreto, scelto da lei. Jeans bianchi, top Missoni, unica stravaganza le scarpe di Dior, altissime e color lattuga. Ha ordinato uova Benedict (con salsa olandese a parte) e fagiolini. Mangia sul serio, compresa la salsa. È in forma, più che mai.

Come fa?
«Sono in piena follia fitness. È iniziato tutto l'anno scorso, quando ho saputo che avrei diviso con Madonna il palco del gala AmfAR (la serata benefica e mondana dove si raccolgono fondi per la lotta all'Aids, e di cui Sharon è portavoce, ndr). Ero preoccupata, perché abbiamo la stessa età ma lei è sempre così tonica! Prima di partire, ho fatto una settimana di disintossicazione: succhi e centrifugati e poco altro. Non è servito a molto: quella sera lei era meravigliosa, io sembravo Barney, il dinosauro viola (il protagonista di un programma per bambini molto seguito negli Stati Uniti, ndr)».

Io c'ero e me la ricordo benissimo: non è andata proprio così…
«Comunque, la vicinanza alla perfezione di Madonna mi ha fatto cambiare atteggiamento. Appena tornata a Los Angeles, sono andata a fare un check-up completo. Poi ho cambiato radicalmente la mia alimentazione: pochi carboidrati, pochissimi zuccheri e un maggior apporto di proteine. A 50 anni c'è bisogno di proteine: per le ossa e per la mente. Ho preso una personal trainer e le ho chiesto di informarsi su tutto quello che fa Madonna. Adesso mi alleno anche cinque volte a settimana. Sono strapiena di energia e, mentre una volta, per rilassarmi, mi sdraiavo sul divano e bevevo un bicchiere di vino, adesso faccio ginnastica. Sono in una nuova fase della mia vita: queste foto celebrano il cambiamento».

Si ricomincia a 50 anni, insomma.
«Sono a metà della mia vita, non alla fine. Ed è davvero bello essere donna, non più una ragazza».

Queste foto, che qualcuno potrebbe definire «forti», «osé», persino «scandalose », non le avrebbe fatte chiunque.
«Io non sono chiunque! Io sono la figlia di mio padre, che è sopravvissuto a un cancro all'esofago diagnosticato sette anni fa e che, recentemente, ha subito altre due operazioni. Sono stata a trovarlo in ospedale e mi ha detto: "Io non voglio morire, voglio vivere altri dieci anni".

CONTINUA

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