De Carlo: «Busi all'Isola dei Famosi porterà risse, non cultura»

24 febbraio 2010 
<p>De Carlo: «Busi all'Isola dei Famosi porterà risse, non
cultura»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

 

Questa sera parte su Raidue la settima edizione dell'Isola dei Famosi, il reality condotto da Simona Ventura e prodotto da Giorgio Gori con Magnolia.  Quest'anno tra i naufraghi hanno arruolato l'intellettuale e scrittore Aldo Busi, a gennaio Bompiani ha pubblicato il suo libro Aaa!, che con altri 15 celebrity di casa nostra affronterà la sfida della vita selvaggia a Cayos Perlas, in Nicaragua. Gli autori sperano così di portare un po' di cultura in televisione. Ci riusciranno? Abbiamo chiesto ad Andrea De Carlo,che nel 2008 ha pubblicato Durante per Bompiani, la sua opinione su questa partecipazione

Cosa pensa dell'entrata di Aldo Busi all'Isola dei Famosi?

«Aldo Busi è un intellettuale che ha sentito di dover far parte del mondo dello spettacolo. La sua è una scelta personale che non condivido ma rispetto. Io al contrario ho deciso di tenermi lontano, soprattutto dalla televisione e, ti dirò la verità,  ne pago un po' le conseguenze. Se avessi frequentato un i salotti televisivi avrei venduto anche qualche libro in più, ma sinceramente la televisione italiana è troppo squallida per i miei gusti».

 

Non pensa che l'entrata di Busi possa portare un po' di «cultura» in un reality come l'Isola?

«Non c'è posto per la cultura e in modo particolare non in un reality. Dietro a queste trasmissioni del vero ci sono gli autori, sono molto pilotate e come si sa, quello che piace è la scenata, la litigata, il pianto. Per cui Busi diventerà un personaggio perfetto non di certo se parlerà della Divina Commedia ma quando darà dell'ignorante a qualcuno e quando urlerà».

 

Quindi questa Tv è da buttare?

«No, io non penso che la televisione sia il diavolo. La Tv avrebbe enormi potenzialità: si potrebbe raccontare il mondo, intrattenere con spettacoli divertenti, fare delle cose intelligenti. Però ormai è diventata il "il circo dei difetti", se non sei squallido devi fare di tutto per esserlo».

 

Perché allora non cercare di migliorarla da dentro? Ha mai pensato di fare l'autore televisivo? Alla fine lei ha dimestichezza con il cinema: è stato compagno dell'attrice Eleonora Giorgi, ha persino lavorato con Federico Fellini…

«No, è troppo difficile creare qualcosa di culturale ai giorni nostri, c'è una gara spietata tra la Tv pubblica e quella privata fatta di ascolti e pubblicità che , naturalmente, punta sullo share e non sulla cultura. Preferisco concentrarmi sulla scrittura e sulla musica, mio grande hobby».

 

E quindi lei questa sera non guarderà l'Isola dei Famosi?

«Presumo di no. Non guardo molta televisione in generale. Prima seguivo il telegiornale e Report, la conduttrice, Milena Gabanelli, è una giornalista che stimo molto. Ora però non guardo più nulla. Preferisco uscire con un amico o, perché no, leggermi un bel libro. La televisione ruba troppi spazi nella vita degli esseri umani contemporanei che invece potrebbero occupare il loro tempo nella costruzione di amicizie, hobby e sentimenti. Pensa che io da piccolo ho iniziato a leggere proprio perché in casa nostra non c'era la Tv, se ci fosse stata di certo l'avrei guardata anche io, è più semplice lobotomizzarsi davanti alla tv che pensare, infondo».

 

Però definisce Aldo Busi un intellettuale, giusto?

«Sì, e lo è. Ha scritto anche delle opere interessanti. Ho avuto il piacere di conoscerlo e posso definirlo un uomo simpatico e intelligente. Però, ecco, lui non rifiuta la rissa e lo scontro, i nuovi ingredienti dell'intrattenimento. Io sì».

 

Quindi questa sera cosa leggerà?

«Leggerò Il dilemma dell'onnivoro, è un libro di Michael Pollan, un autore americano. È  un brillantissimo saggio sul cosa mangiamo».

 

Qual è un libro che le ha «cambiato la vita»?

«A 20 anni ho letto Sulla strada di Kerouac, e quello posso dire che mi ha cambiato la vita, ma anche Il giovane Holden di Salinger mi era piaciuto molto. Sono tanti gli autori che amo: da Dostoevskij a Kafka a Tolstoj e tanti altri».

 

Tra quelli che ha scritto, a quale libro è più affezionato?

«È difficile da dire, Due di Due ha avuto un grande successo. Però tendo a preferire l'opera che sto scrivendo, per cui ora sono molto affezionato al libro che, se tutto va bene, uscirà questo autunno. Non posso dire il titolo perché ancora non ce l'ha».

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