La rivolta è di moda al Tg1 di Minzolini

26 febbraio 2010 
<p>La rivolta è di moda al Tg1 di Minzolini</p>

Nei parterre delle sfilate di Milano Moda Donna non si parla d'altro. Il gossip dominante sono le quasi cinquanta lettere di stupore e protesta sul tavolo di Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Le firme sono pesanti: da Frida Giannini, creativa di Gucci, alle famiglie Etro e Ferragamo, da Anna Molinari, stilista di Blumarine, a Lapo Elkann e Alberta Ferretti, fino Mario Boselli, Presidente della Camera della Moda e Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine. Un coro al quale telefonicamente si sarebbero associati anche Giorgio Armani e Donatella Versace.

Non era mai accaduto che in tanti prendessero carta e penna per manifestare preoccupazione su come il primo Tg italiano intenda dare sostegno al Made in Italy. Il tono delle missive è quello satinato delle maison di moda, ma il contenuto parla chiaro: perché Paola Cacianti, storica firma dei servizi di costume del Tg1 non è stata inviata a Milano per le sfilate? Il fashion system, comprensivo di una petizione di giornaliste del settore e di alcuni importanti uffici stampa, è sulle barricate per la decisione di Minzolini di lasciare a Roma l'inviata Cacianti e sostituirla con Federica Balestrieri, già volto di Pole Position, programma di Formula Uno (Raiuno). L'indignazione è tale che alcune lettere allegano la richiesta di accredito alle passerelle dell'ex esperta di motori, per verificarne l'attendibilità.

Come si difende Minzolini? Sostenendo che la scelta è dovuta in quanto il Tg1, dal 20 gennaio, ha aperto a Milano una redazione (su input politico della Lega Nord) di cui fa parte la Balestrieri.

In realtà c'è di più. Nei corridoi di Saxa Rubra circola questo gossip: come mai anche Susanna Petruni, vicedirettore del Tg1 con delega a Uno Mattina - molto stimata dal premier Silvio Berlusconi che l'ha persino omaggiata  del simbolico ciondolo a forma di farfallina - si è accreditata alle sfilate ed è volata a Milano, addirittura rinunciando al turno di conduzione del Tg? Anche lei, che ai colleghi ha più volte ribadito: «Se cambia il governo mi asfaltano»; medita una svolta fashion.

Per la questione, sono sul piede di guerra anche i sindacati dei giornalisti ai quali però il direttore ha risposto: «Cosa ci incontriamo a fare, tanto litighiamo».

Insomma le acque in cui Minzolini, alias lo squalo, si trova a nuotare sono piuttosto agitate dai tuffi di parecchie aspiranti sirene glamour.

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RISULTATI
vittorio 81 mesi fa

questo è il meno - vedrete cosa altro ci riseverà

uterosociale 82 mesi fa

gli uomini (sudditi) giusti al posto giusto, questa la chiave del successo di tutti i dittatori, minzolini uomo di partito pur di salvare berlusconi dice falsità,la legge sul conflitto d'interessi per quel signore lì ci vuole ed è URGENTE!!!!!! elettori aprite gli occhi!

Obi1 82 mesi fa

Purtroppo in Italia chi non servce Berlusconi non ha futuro (almeno immediato). E Minzolini conosce benissimo come si fa. Vergogna, povera Italia.

paolared321 82 mesi fa

Questa non mi sembra una cosa molto grave, lo è molto di più il fatto che Minzolini racconti notizie false al tg1, a quando una presa di posizione dell'Ordine dei giornalisti? Mi riferisco alla notizia che Mills sarebbe stato prosciolto dalla Cassazione, in realtà lo è stato per prescrizione, ed è tutta un'altra cosa!

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