Vladimir Luxuria: «Mi sento donna e festeggio l'8 marzo»

08 marzo 2010 
<p>Vladimir Luxuria: «Mi sento donna e festeggio l'8 marzo»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Fin da quando era bambino e si chiamava Wladimiro Guadagno, Vladimir Luxuria aveva scoperto di sentirsi donna. Succedeva nella sua casa di Foggia e grazie a un profumo: «Avrò avuto 12 anni, e sulla mensola del bagno c'era una boccetta con l'acqua di rosa. L'avevo trovata deliziosa». Oggi di anni ne ha 44, Luxuria, e ha da tempo cominciato il passaggio per trasformarsi da uomo in donna. Già, Vladi è la trans più famosa d'Italia.

Ma, come trans, festeggia o meno l'8 marzo, visto che non è donna a tutti gli effetti?

«L'importante non è tanto essere donna ma sentirsi donna a tutti gli effetti. Quindi sì, io festeggio l'8 marzo. Proprio perché mi sento donna. Certo, alle donne non invidio solo una cosa: il ciclo».

Come sarebbe?

«Le vedo, stanno troppo male quando ce l'hanno».

In cosa si sente donna, lei che sempre racconta d'esser nata in un corpo sbagliato?

«Non sessualizzo i sentimenti. Per il resto, sono all'antica: non mi piace fare il primo passo. Sta all'altro. Poi magari io faccio il balzo, ma il corteggiamento non è affare mio. Apprezzo le buone maniere. Gli uomini gentili. Le piccole accortezze. In intuito femminile, mi fregano in poche».

Fa mai i conti con il desiderio di maternità?

«Cerco di farli cinicamente con l'ideale platonico della femminilità. Il mio seno non potrà allattare mai. Le mie cose non saranno mai cose mie. Il mio grembo, un figlio, non potrà mai tenerlo. Ma questo, a noi trans, non deve sconfortarci. Le barriere biologiche non devono lasciarci sindromi d'inferiorità. Certo un giorno…».

Racconti.

«Ero in Monzambico con l'Unicef. In un villaggio sperduto, senza elettricità, tra i bambini orfani di genitori morti di Aids, che sono più di 500mila, c'era Enok, 8 anni, capelli ricci bellissimo. Mi ha stretto la mano. Mi ha portato a vedere la sua capanna di fango. Non voleva lo lasciassi, tra la malaria e le violenze. Se le leggi italiane me l'avessero, da trans, permesso, a vederlo nello specchietto retrovisore della jeep allontanarsi fermo con gli occhi delusi, me lo sarei stretto e l'avrei adottato. Lì, ho sentito per la prima volta che la mia lotta alle pari opportunità per genere e identità di genere, all'eguaglianza di diritti tutelata dall'articolo 51 della Costituzione, era anche sulla mia pelle».

A che punto siamo?

«Facciamo passi da geisha. Le donne sindaco sono neanche il 10%. La presenza politica femminile complessiva non sfiora il 18%. Negli ospedali, le infermiere sono tantissime. Le primarie si contano su due mani. Idem nelle scuole. Maestre e professoresse un'infinità, presidi coi pantaloni; 4 magistrati su 10 sono donne. Ma di queste quante con incarichi alti? In Italia, ci sono le violenze domestiche. In Pakistan, le acidificazioni, anche solo per un sospetto di adulterio. In Cameroon, per farle meno tentatrici, le obbligano a stirare i propri seni o sono le stesse madri a stirarglieli per ritardare lo sviluppo, con utensili da cucina. E l'infibulazione. Più una società è misogina più è transfobica».

È innamorata?

«Non ho amori. Neanche in vista. Ma c'è sempre tempo. Quando l'amore viene, il campanello suonerà».

Briglie sciolte alla femminilità, allora.

«Che come nei quadri di Marte e di Venere sta tutta nel riuscire a temperare i lati bui dell'uomo: la prepotenza, la belligeranza, il principio di superiorità. Il problema sono le donne che per riscattarsi da secoli d'inferiorità si rimpinzano tutto nel decolleté. E li emulano».

Una donna che promuove.

«Rania di Giordania. Diffonde grazia in ogni luogo in cui c'è. In Italia, Anna Finocchiaro. E Rita Levi Montalcini. La bellezza di una lucidità rara in età avanzata».

E il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna? Sembrate capirvi…

«Abbiamo vinto diffidenze reciproche. Con lei, ho già collaborato. Non bollatemi come seguace del Pdl, se lei o un altro ministro anche del Pdl mi chiedessero di lavorare a un progetto sensato sui diritti civili, lo farei volentieri».

Di Silvio Berlusconi disse di non odiarlo: «In fondo anche lui si trucca e mette i tacchi».

«Lui sì che dovrebbe imparare a rispettarle di più, le donne. Fa troppo il galletto. È testosteronico».

L'Isola dei famosi, che lei ha vinto nel 2008, la guarda?

«Sazia, da casa, a riparo se piove, mangiando comoda. La seguo in compagnia. Mi interessa Aldo Busi. Mi diverte Loredana Lecciso».

E la politica? Raccontano sosterrà Nichi Vendola in Puglia.

«Raccontano bene. Verrà rieletto. È una persona onesta. Il leader ideale della sinistra nazionale».

Cosa farà poi?

«Dopo Le favole non dette (Bompiani), sto scrivendo un romanzo, che uscirà a ottobre. Il 19 marzo, debutto al Teatro Bellini di Napoli, con Persone naturali strafottenti di Giuseppe Patroni Griffi, una commedia sulle solitudini varie. Io sono una trans che non sa come passare l'ultima notte dell'anno. Decide di uscire, e si ritrova ferita da un sanitario lanciato da un terrazzino in festa. Le ferite, sono sempre anche interiori».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Tiziana 81 mesi fa

Luxuria, sono una donna e da donna ti ammiro e ti reputo molto intelligente, acuta e perchè no, affascinante......se ti conoscessi, sono sicura che saresti un'amica vera, di quelle persone che trovi con il lanternino, sopratutto tra quelle del mio stesso sesso, una critica da parte tua sarebbe solo costruttiva! Brava Vladi, sei forte!!

marilù 81 mesi fa

persona molto intelligente e sempre coerente; intervista condotta bene che spazia tra molteplici interessantissimi temi.

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).