C'è un cuore di mamma che batte sotto le forme sinuose di
Alena Seredova che, fresca di parto del secondo
figlio avuto dal portiere della Nazionale, Gigi
Buffon, si è trasformata in uno spietato sicario venuto
dall'Est per uccidere un pentito di camorra. Una parte - quella nel
film La valigia sul letto di Eduardo
Tartaglia, in uscita il 12 marzo - che la showgirl ha
accettato senza essere veramente pronta: «Non è bene - spiega - che
i figli abbiano la mamma sempre dietro le spalle, ma durante le
riprese ho sofferto per la loro lontananza. Forse sono tornata a
lavorare troppo presto: Louis Thomas ha poco più
di due anni e il piccolo, David Lee, ha ancora
solo quattro mesi». Dopo la parentesi del cinema, la Seredova torna
a fare la mamma a tempo pieno e quando parla dei suoi bimbi
le brillano gli occhi.
Con due figli piccoli e dopo questo breve ritorno,
resterà a lungo lontana dallo spettacolo?
«Sono dell'idea che una donna deve lavorare sia per il bene dei
figli che per quello della coppia. Credevo di essere pronta, invece
ho fatto una fatica immensa a lasciarli, seppure per pochi giorni.
Forse ho ancora bisogno di tempo».
Intanto, però, la vedremo al cinema nel ruolo di un
killer...
«È una commedia e non ci sono scene violente, fatta
eccezione per una sparatoria. L'ho visto ieri: temevo di non
capirlo perché e in napoletano, ma se l'ho capito io che non sono
madrelingua, può capirlo chiunque. È un film adatto alle famiglie,
bimbi compresi».
E i suoi, di bambini, la vedranno?
«Sono ancora troppo piccoli, non capirebbero».
Che tipo di mamma è?
«Bisognerebbe chiederlo a loro. Io e Gigi teniamo molto
all'educazione e credo che i miei figli ce l'abbiano, ma non sono
obiettiva: David Lee e Louis Thomas mi sembrano perfetti. Forse
sono un po' viziati dai miei genitori perché sono i primi nipoti,
mentre i genitori di Gigi ne hanno già sette. Ma dopo due figlie
femmine, mio padre è impazzito per i due maschietti».
Desiderate anche una femminuccia?
«Quando ho saputo che il mio primo figlio era un maschio
ci sono rimasta male. Ora so che la mamma è il primo amore dei
maschietti e non li cambierei per nulla al mondo. Mi piacciono le
famiglie numerose e vorrei un altro figlio, anche due, ma non
adesso: una gravidanza con due bambini piccoli è faticosa e poi non
voglio perdermi i loro primi anni di vita, che sono i più
belli».
Che papà è Gigi per i suoi figli?
«Col grande è un giocherellone. David ha solo quattro
mesi, è in una fase della vita con cui l'universo maschile fa
fatica a rapportarsi: lo tiene in braccio un po', ma poi corre da
Thomas».
Gli sta già insegnando i trucchi del mestiere?
«Mio figlio non è portato per il calcio, vuole fare il
ballerino».
Ma Gigi cambia i pannolini?
«Quando è arrivato il primo figlio l'ho obbligato a
imparare per essere sicura che sapesse farlo in caso di bisogno.
Ora mi risparmio la fatica di farglielo fare se non è
necessario».
Ultimamente è circolata la voce di una vostra lite a causa
delle avances di un altro juventino, Carvalho Amauri, nei suoi
confronti. Quanto c'è di vero?
«Nulla, è una bufala, tant'è che io, Gigi e Amauri, per
farla pagare al direttore del giornale che ha diffuso questa
falsità, gli abbiamo organizzato uno scherzo con la complicità
delle Iene».
Niente crisi, allora. E il matrimonio?
«L'intenzione di sposarci c'è, ma non abbiamo una data e
neppure tanta fretta. Lo faremo nell'arco dei prossimi cinque
anni».
Vedremo la famiglia Buffon al completo ai Mondiali in
Sudafrica?
«Mi piacerebbe, ma David è troppo piccolo per fare i
vaccini necessari. dovrei lasciarlo con i nonni per tre settimane e
non me la sento. Se l'Italia supererà la prima fase, io e Thomas
saremo in tribuna per la finale».
Sta dicendo che farà il tifo per l'Italia?
«Io tifo Gigi. Sono molto nazionalista in tutti gli altri
campi, non sono nemmeno cittadina italiana. Tifo per la Repubblica
Ceca nell'hockey, ma nel calcio seguo il cuore».