È presidente italiano dell'Italian Poker Players,
Mario Adinolfi (foto in basso a destra).
Giornalista, scrittore ed esponente del Pd, ha appena smazzato
carte con Francesco Totti, Alberto
Tomba (in altro a sinistra), Bobo Vieri
(in alto a destra). E da un mese è uscito il suo romanzo La
ricerca della costante, la prima opera narrativa dedicata
intermente al gioco del poker.
Adinolfi, vince molto a Texas Hold'em?
«Sì. Lo scorso maggio ho vinto 95.000 dollari al World
Poker Tour al Casinò di Venezia».
E quanto ha perso?
«In realtà non si può perdere tanto, si perde solo la quota
d'iscrizione, per cui non ho mai lasciato cifre astronomiche».
Lei è uno dei miglior giocatori italiani. Ma c'è qualche
personaggio dello spettacolo che gioca al Texas Hold'em
professionalmente?
«In realtà per essere un bravo giocatore di Poker devi avere
tempo per affinare la tecnica e i personaggi famosi spesso sono
troppo impegnati per potersi esercitare. Ma poco tempo fa ho
giocato a un tavolo contro Francesco Totti, Bobo Vieri e Alberto
Tomba».
Chi ha vinto?
«La Croupier. Ma Vieri è arrivato secondo. Mi è sembrato un buon
giocatore, sicuramente meglio degli altri».
E a Las Vegas ci ha mai giocato?
«Sì. Ben due volte».
Qual è la città italiana in cui gioca di
più?
«Sono affezionato al Casinò di Venezia. A Roma ci sono i
circoli ma sono in attesa di regolamentazione. Mi capita
anche di andare in Spagna, Francia e Inghilterra».
Ha abbandonato il gioco online?
«No, gioco ho una squadra che si chiama Full Tilt Poker con i
migliori giocatori del mondo».
E in politica, vince chi bluffa o chi osa?
«In politica oggi sono tutti molto conservativi, non sanno
giocare e non sanno rischiare, a un tavolo da poker verrebbero
tutti fatti a pezzi, in particolare i miei amici del
centrosinistra»