La notizia delle dichiarazioni di Alessandro Cecchi
Paone, professore, conduttore e leader del
movimento gay italiano, ha fatto
velocemente il giro della rete. In un'intervista con
Barbara D'Urso ha raccontato di sé e ha chiamato
in causa i numerosi personaggi del mondo dello sport e
dello spettacolo che sono gay, ma che, stando a Cecchi
Paone «fingono di essere eterosessuali o per vergogna o per un
calcolo di opportunità», e in pole position ci ha messo
Renato Zero. E proprio Zero è attaccato
anche da Aldo Busi all'Isola dei famosi. E per le stesse ragioni di
Cecchi Paone.
Alessandro, ma cosa si aspettava da Renato
Zero?
«Almeno che tacesse. Oltre a non prendere posizione sulla sua
natura sessuale e continuando a rimanere nell'ambiguità ho sentito
spesso sue dichiarazioni che andavano contro le battaglie sul
riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Quando la Chiesa ha
condannato noi gay lui ha seguito a ruota condannando a sua volta
la scelta omosessuale. Renato è figlio della generazione passata,
quella generazione in cui l'essere gay era una cosa da nascondere,
di cui vergognarsi. Lui è un Aldo Busi al contrario e si nasconde
dietro i sue paillettes e le sue piume. Nessuno, gli chiede di fare
outing, anche se sarebbe gradito, ma almeno di non andarci
contro».
Un Busi al contrario?
«Sì, anche Aldo è figlio della stessa generazione, quella della
vergogna. Dell'omosessualità notturna insomma. Ma a differenza di
Zero lui la sbandiera pure troppo, in un modo sbagliato e
retrogrado lontano dalle nuove generazioni, però almeno non si
nasconde».
Ha sentito della polemica che ha fatto Busi sull'Isola
dei famosi riguardo la maglietta di Roberto Fiacchini, il figlio
adottivo di Zero, che riportava stampata la foto di suo
padre?
«Sì, e sono stato molto felice che Busi abbia sollevato la
questione. Ha ragione, Renato Zero con la sua ambiguità sta facendo
fare passi indietro al movimento gay italiano. Lui non è sposato,
com'è possibile che gli abbiano lasciato adottare un figlio, visto
che in Italia la legge non prevede che un single posso
adottare? Perché non lo spiega? Che si togliesse da queste
situazioni ambigue una volta per tutte e che aiutasse tutte quelle
persone single omosessuali e etero che stanno cercando di
adottare».
Quindi segue l'Isola dei famosi?
«Non costantemente visto i miei impegni. E la figura di Busi mi
piace molto. Mi piace che rappresenti un'omosessualità colta che
ricorda che molti gay sono stati anche grande fonte d'ispirazione
artistica. Però, ecco, quando scade "nel cespuglietto", nel
volgare, non mi piace. Mi fa oscillare dalla soddisfazione al
fastidio».
Lei, Alessandro, ha anche preso di mira Tiziano
Ferro.
«È un discorso ancora diverso. Non so se Ferro sia gay o meno, a
quanto pare ha smentito le voci che lo vogliono omosessuale, ma mai
a gran voce. Lui che è nato nell'era di Internet, della musica pop
e rock, del matrimonio di Elton John, dovrebbe sapere che per le
nuove generazioni quello dell'omosessualità non è più un problema e
che lui potrebbe senza alcun problema dire "non sono gay ma
sostengo la causa". Non sopporto quando tutto rimane sospeso e
ambiguo».
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