Nel 2004 ha fatto outing proprio con Vanity Fair, Alessandro
Cecchi Paone: dopo anni di eterosessualità, coronata da un
matrimonio, la sua strada è cambiata. Da sei anni Alessandro è
diventato il volto noto della battaglia per i diritti dei gay in
Italia e l'unica cosa che gli manca, oggi, è un altro grande
amore.
Alessandro, da quanto tempo non è più
innamorato?
«Ormai sarà da circa tre anni»
Chi è stato l'ultimo suo grande amore?
«Si chiama Mario, è un ragazzo di origini siciliane molto più
giovane di me. Ora vive in Sudamerica. Siamo stati insieme circa
tre anni ed è stato un amore grande».
E come mai è finita?
«Per il motivo più classico: un tradimento. Lui mi ha tradito,
io ho cercato di perdonarlo, ci siamo anche rimessi insieme ma
mancava la fiducia, per cui ci siamo salutati per sempre».
Da quanto non lo vede?
«Mi è venuto a trovare due settimane fa e mi ha fatto molto
piacere rivederlo. Però che amarezza, non sarebbe dovuta finire
così».
Prima del suo famoso outing lei era sposato da 7 anni
con Cristina Navarro Espinosa: come ha fatto a
dirglielo?
«Come nelle classiche scene da film. Prima di riuscire a
parlarle avrò fatto 30 tentativi. Entravo in casa le dicevo "ti
devo parlare" e poi le dicevo tutt'altro. Poi un giorno mi
sono fatto coraggio e le ho confessato tutto».
E lei come l'ha presa?
«Inizialmente come l'ho presa io: scioccata. Però ho fatto di
tutto perché capisse che lei non centrava nulla. Molte donne spesso
quando i loro uomini fanno dichiarazioni di questo tipo si sentono
umiliate, si sentono anche sbagliate. Non volevo che questo
accadesse anche perché gli anni di matrimonio con lei sono stati i
più sereni della mia vita. Non sono mai più stato così. L'ho amata
davvero tanto e lei lo sa».
Si è mai chiesto come mai ha scoperto la sua
omosessualità così tardi?
«Sì. Penso che prima vivessi una bisessualità nascosta. Vivevo
il mio amore per gli uomini attraverso amicizie molto profonde ma
che non hanno mai avuto bisogno del contatto fisico. Poi un giorno,
ho sentito la necessità di quel contatto fisico e ho dovuto
essere sincero sia con me stesso che con lei».
In che rapporti siete rimasti?
«Ottimi. Le voglio molto bene. A volte viviamo una sorta di
situazione da famiglia allargata. Quando io ero fidanzato abbiamo
fatto vacanze insieme io, lei, il mio ragazzo e il suo».
Sente mai il desiderio di paternità?
«No, come molti omosessuali lo vivo in altri modi. Sono
professore di Scrittura per la produzione documentaristica presso
la facoltà di scienze della formazione dell'Università degli Studi
Suor Orsola Benincasa di Napoli e insegno anche
Documentazione scientifica all' Università degli Studi
dell'Insubria di Como e tutti miei studenti sono un po' come i miei
"figli"».
Come sta oggi?
«Sto bene. Mi manca solo un compagno con cui condividere la mia
vita. Il fatto di essere così impegnato con il lavoro (è
direttore del canale Marco Polo di Sky), e di essere il leader del
movimento omosessuale italiano spaventa un po' chi mi sta accanto.
Mi è capitato spesso di intraprendere relazioni con ragazzi che
dopo un po' di tempo non ce la facevano a stare con me per il ruolo
che ricopro. La mia militanza un po' la pago. Ma continuo ad
attendere il grande amore».