Cecchi Paone: «Almeno io sono sincero»

16 marzo 2010 
<p>Cecchi Paone: «Almeno io sono sincero»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Nel 2004 ha fatto outing proprio con Vanity Fair, Alessandro Cecchi Paone:  dopo anni di eterosessualità, coronata da un matrimonio, la sua strada è cambiata. Da sei anni Alessandro è diventato il volto noto della battaglia per i diritti dei gay in Italia e l'unica cosa che gli manca, oggi, è un altro grande amore.

 

Alessandro, da quanto tempo non è più innamorato?

«Ormai sarà da circa tre anni»

 

Chi è stato l'ultimo suo grande amore?

«Si chiama Mario, è un ragazzo di origini siciliane molto più giovane di me. Ora vive in Sudamerica. Siamo stati insieme circa tre anni ed è stato un amore grande».

 

E come mai è finita?

«Per il motivo più classico: un tradimento. Lui mi ha tradito, io ho cercato di perdonarlo, ci siamo anche rimessi insieme ma mancava la fiducia, per cui ci siamo salutati per sempre».

 

Da quanto non lo vede?

«Mi è venuto a trovare due settimane fa e mi ha fatto molto piacere rivederlo. Però che amarezza, non sarebbe dovuta finire così».

 

Prima del suo famoso outing lei era sposato da 7 anni con Cristina Navarro Espinosa: come ha fatto a dirglielo?

«Come nelle classiche scene da film. Prima di riuscire a parlarle avrò fatto 30 tentativi. Entravo in casa le dicevo "ti devo parlare"  e poi le dicevo tutt'altro. Poi un giorno mi sono fatto coraggio e le ho confessato tutto».

 

E lei come l'ha presa?

«Inizialmente come l'ho presa io: scioccata. Però ho fatto di tutto perché capisse che lei non centrava nulla. Molte donne spesso quando i loro uomini fanno dichiarazioni di questo tipo si sentono umiliate, si sentono anche sbagliate. Non volevo che questo accadesse anche perché gli anni di matrimonio con lei sono stati i più sereni della mia vita. Non sono mai più stato così. L'ho amata davvero tanto e lei lo sa».

 

Si è mai chiesto come mai ha scoperto la sua omosessualità così tardi?

«Sì. Penso che prima vivessi una bisessualità nascosta. Vivevo il mio amore per gli uomini attraverso amicizie molto profonde ma che non hanno mai avuto bisogno del contatto fisico. Poi un giorno, ho sentito  la necessità di quel contatto fisico e ho dovuto essere sincero sia con me stesso che con lei».

 

In che rapporti siete rimasti?

«Ottimi. Le voglio molto bene. A volte viviamo una sorta di situazione da famiglia allargata. Quando io ero fidanzato abbiamo fatto vacanze insieme io, lei, il mio ragazzo e il suo».

 

Sente mai il desiderio di paternità?

«No, come molti omosessuali lo vivo in altri modi. Sono professore di Scrittura per la produzione documentaristica presso la facoltà di scienze della formazione dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e  insegno anche Documentazione scientifica all' Università degli Studi dell'Insubria di Como e tutti miei studenti sono un po' come i miei "figli"».

 

Come sta oggi?

«Sto bene. Mi manca solo un compagno con cui condividere la mia vita. Il fatto di essere così impegnato con il  lavoro (è direttore del canale Marco Polo di Sky), e di essere il leader del movimento omosessuale italiano spaventa un po' chi mi sta accanto. Mi è capitato spesso di intraprendere relazioni con ragazzi che dopo un po' di tempo non ce la facevano a stare con me per il ruolo che ricopro. La mia militanza un po' la pago. Ma continuo ad attendere il grande amore».

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