Angiola Tremonti: «Mio fratello Giulio, campione a Monopoli e nelle paghette»

18 marzo 2010 
<p>Angiola Tremonti: «Mio fratello Giulio, campione a Monopoli e
nelle paghette»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Fa la pittrice e la scultrice in quel di Cantù, Angiola Tremonti, sorella del ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio, che ieri dai Palazzi ha promesso di non toccare né casa, né risparmi, nella riforma fiscale. Ma al fratello, Angiola, quadri, non ne ha mai regalati, né dedicati. «Non lo faccio con mio marito, figuriamoci se lo faccio con lui. Le opere si dedicano alla natura, ai paesaggi, alla donna incinta».
I due, sono quasi gemelli. «È più grande di me di 15 mesi, e raccontavano i miei che lui piccolissimo il giorno che nacqui scorrazzava per casa a Sondrio agitando per aria un mestolo di legno, come indemoniato. Era geloso. Oh se era geloso». Ancora oggi? «Ci amiamo molto, anche se la vita ci ha diviso». Effetti desiderati di averlo come fratello? «Che non mi ha mai aiutato, che non sono né la moglie di Mastella, né la nipote di Mussolini». Un ricordo. «Da ragazzini, giocavamo a Monopoli e lui era forte. Oltre a essere sempre più ricco. Il nonno, ci dava 10mila lire quando si prendeva 10 a scuola, e 50 lire per un 9 o un 8. Ci compravamo le figurine. L'unico anno in cui vinsi su di lui fu quando al ginnasio zoppicava un po', e io alle magistrali volavo». Trafiletti di giornale raccontano di posti in corsia in ospedale liberati all'alzabandiera «Lei non sa chi sono io». O di caserme della Guardia di Finanza usate per le mostre dei suoi quadri, per gentile concessione, visti i parenti illustri. «Per quella mostra a Palazzo Terragni, ci stavo lavorando da 5 anni prima che mio fratello diventasse ministro. Trentacinque sculture, per cui accesi quasi un mutuo: 30mila euro d'investimento. Anche ora: ho finito di scrivere il libro sulla mia infanzia, e un editore lo sto cercando da me, senza chiedere aiuti a lui». Già pensato al titolo? «Nome, Angiola. Cognome, Tremonti». A proposito di investimenti, suo fratello la consiglia? «Scherza? Sarebbe un disastro. I soldi persi, sono quelle cose per cui s'innalzano bestemmie di fuoco. Me lo mangerei. E non posso: gli voglio bene».

Se volete saperne di più su altri parenti di altri politici, cominciate a cliccare su:

Rocco Carfagna: «Mia sorella Mara? Fifosa, secchiona e gelosa»

Il gemello di Giovanardi:«Da piccoli ci vestivano da donnine»

 

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).