Da qualche mese, Monica, la nostra attrice più internazionale
nonché musa della casa cosmetica Dior, aspetta la sua seconda
figlia. Quando si è Monica Bellucci (e si è
sposate con Vincent Cassel) al gossip non si
sfugge. Eppure, in questi mesi non ha rilasciato interviste per
commentare la novità. Lo fa solo ora, con Vanity
Fair.
Prima gravidanza iniziata a 39 anni, seconda a 44. Un bel
coraggio.
«Già, si dice sempre così a quelle che fanno i figli
tardi. Ed è vero che fare i figli tardi richiede coraggio perché si
corrono rischi, per i bambini e per se stesse. Ma io non mi sento
coraggiosa, solo molto fortunata. Ho avuto una bambina sana, un
parto naturale come una contadina dell'Umbria, e finora anche
questa seconda gravidanza è bella e semplice. Ma non sono
assolutamente un esempio da seguire».
Ha cercato questo secondo figlio?
«Mi piaceva molto l'idea di dare un fratellino o una
sorellina a Deva (la primogenita, 5 anni e mezzo, ndr). E
anche Vincent lo desiderava. In realtà, molti mi avevano
consigliato di far subito il secondo figlio, ma per un po' ho
resistito all'idea perché non ero pronta fisicamente: ho vissuto la
prima maternità in modo totale. Ho allattato nove mesi, non ho
dormito per due anni. E, forse, non volevo niente che si mettesse
tra Deva e me. Poi, a un certo punto, mi sono sentita pronta e
speravo che arrivasse. Solo che i figli mica sono i film, non è che
si organizzano mettendo intorno a un tavolo un regista o un
produttore».
Però si possono chiamare le cliniche della fertilità, le
madri surrogate...
«Io non ne ho avuto bisogno: chissà, forse c'entra il
fatto che la mia nonna paterna ebbe un figlio a 47 anni. Ma,
ripeto, è fortuna. Conosco donne disposte ad attraversare il
deserto in ginocchio pur di avere un figlio. Fosse capitato a me di
avere difficoltà a restare incinta questa seconda volta, sarei
diventata una di loro».
Sta di fatto che molte donne fanno i figli sempre più
tardi, con o senza «aiuti».
«Tutto è spostato in avanti. Le donne cercano la
sicurezza economica, una casa, un compagno, e poi pensano ai figli.
Ho letto che, solo nella regione Lazio, la maggioranza delle donne
ne fa solo dopo i 35. Ma è anche vero che la nostra vita media
ormai è di 85 anni! Ci pensi: se io e lei fossimo nate agli inizi
del Novecento, a 40 saremmo già morte. Oppure vive, ma devastate e
senza denti. Quindi, sì, certo, in linea di massima sarebbe meglio
fare i figli presto e, certo, quando mia figlia avrà vent'anni, io
ne avrò sessanta. E allora? Già oggi le sessantenni sono stupende!
Il mondo è cambiato e, con tutte le cautele del caso, oggi è
possibile avere un figlio a 40 e vederlo invecchiare».
Il resto dell'intervista sul numero 12/2010 di Vanity
Fair in edicola da mercoledì 24
Foto:Tyen