A 50 anni appena compiuti,
Luciano Ligabue pubblica un nuovo album,
Arrivederci, mostro!. Un «mostro» che lui ha
incontrato:paure, ossessioni. Ma, soprattutto, una tragedia
privata, che lo ha costretto a vedere il mondo in modo diverso.
Nella canzone Caro il mio Francesco, però,
prendendosela con l'ipocrisia dell'ambiente musicale, usa toni per
niente sereni: «Parlavano di impegni e di valori, ma non appena hai
smesso di essere utile per loro, erano già lontani: la lingua
avvicinata a un altro culo». Oppure, parlando di un collega: «È
talmente puro che ti lancia merda soltanto per un titolo (di
giornale, ndr) più largo». E poi: «Quei presunti puri mi
possono baciare le chiappe allegra-mente». Che cosa è
successo?
«Verso la fine del 2008 ho passato un difficile momento
personale».
Dovuto a che cosa?
«La mia compagna (Barbara, da cui ha avuto Linda, 5 anni,
ndr) ha perso un bambino. Era incinta al sesto mese e, quando si
arriva a quel punto, non si può fare altro che partorirlo e poi
seppellirlo. È stato un periodo duro. Ha fatto venire a galla cose
che non c'entrano con quello che ho appena detto, ma che mi hanno
spinto a fare i conti con la falsità di certe persone».
L'intervista completa su Vanity Fair n.17/2010 in edicola da
mercoledì 28 aprile