Silvana Giacobini: «Vi racconto la Sophia segreta»

30 aprile 2010 
PHOTO KIKA PRESS

«Quando, come tanti turisti, ho appoggiato la mano sull'impronta che Sophia Loren aveva impresso il 26 luglio 1962 sull'Hollywood Boulevard, accanto a quelle di Marilyn Monroe, non immaginavo che avrei scritto la sua vita». E invece Silvana Giacobini, qualche anno dopo, l'ha fatto: Sophia Loren una vita da romanzo. Le verità nascoste è ora in libreria.

Perché l'ha scritto?
«Per far conoscere la vera Sophia. Nel libro ci sono gli aspetti più riservati della sua vita, come il suo passato di figlia riconosciuta dal padre (Riccardo Scicolone, figlio di un nobile siciliano, ndr), ma poi abbandonata e lasciata crescere dalla madre e dai nonni. Una vita povera, tanto che ha confessato: "Per anni mi è rimasto dentro il senso della fame"».

Che rapporto aveva con il padre?
«Più volte l'ha fatta soffrire ingiustamente, come quando l'ha denunciata, con la madre, accusandola di sostenersi con introiti illegali, cioè con la prostituzione. Una calunnia infondata».

Quando iniziò a sognare la fama?
«La sua carriera è iniziata a 15 anni, a 27 ha vinto l'Oscar. In un anno ha vinto 27 premi per La Ciociara, è entrata nel Guinness dei Primati, ma la cosa che la sorprende ancora oggi è che quando si presenta in pubblico, dovunque, la gente si zittisce in un silenzio ammirato che si spezza solo con gli applausi».

Il suo fan più famoso?
«Giorgio Armani. L'ha vista per la prima volta all'aeroporto di Heathrow, poi a cena dopo una sfilata. Ha detto: "Più la guardavo, più mi sembrava bellissima"».

Eppure a Miss Italia, quando aveva 16 anni, fu eliminata.
«I giudici la ripescarono, inteneriti dalla sua stizza, e inventarono per lei il titolo di Miss Eleganza».

È vero che stava per sposare Cary Grant?

«Scatenò grandi passioni anche in Peter Sellers, Richard Burton, che era sposato con Liz Taylor, e nel biologo Étienne-Émile Baulieu, l'inventore della pillola abortiva Ru486. Ma l'uomo della sua vita è stato solo Carlo Ponti».

Un rapporto, all'inizio, travagliato.
«Pochi sanno quante battaglie perse, offese, umiliazioni, si celano dietro il lungo tentativo di sposarsi con Ponti (era marito di Giuliana Fiastri, ndr), in un'Italia in cui non esisteva il divorzio. Persino la sua decisione di donare sangue fu condannata dall'Osservatore Romano, perché era il sangue di una concubina legata a un bigamo».

Com'è la sua vita, oggi?
«In una casa meravigliosa che apre a pochi. Il trucco l'ha invecchiata fino agli ottanta anni in Lady L, ma a vederla da vicino, pur nella sua settantina, è ben lontana da quella vecchietta immaginata dai truccatori».

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