Mario Balotelli: ultras razzisti? Poi vogliono l'autografo

19 maggio 2010 
PHOTO MAX & DOUGLAS -

È al centro dell'attenzione. Se è sulla copertina di Vanity Fair - in edicola dal 19 maggio (guarda il video del backstage girato in esclusiva per Vanity People)- non è un caso. Mario Balottelli non si era mai confessato così.
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Sai chiedere scusa?
«Se ho delle colpe sì».

E se non pensassi di averne, ma dovessi farlo solo perché dall'altra parte c'è qualcuno che ti vuole bene, ne saresti capace?
«No. Non lo farei perché sarebbe come prenderlo in giro».

Se incontrassi a quattr'occhi uno di quelli che ti insultano dalle curve come reagiresti?
«Guarda che è successo. L'altra sera ero fuori da un cinema e c'era un gruppo di ragazzi che ha cominciato a cantare na na na…».

Che cosa cantavano?
«Non ha importanza, non lo ascolto, non me lo ricordo. E comunque cantavano quella roba lì. Poi sono andati via e dopo un po' ho incrociato uno di loro l'ho riconosciuto e lui mi ha chiesto l'autografo».

E tu?
«Gliel'ho fatto».

Perché non era colpa sua, ma del branco?
«Mah. Io sono lo stesso da solo o con dieci intorno. Dico le stesse cose, faccio le stesse cose. Se sbaglio, sbaglio da solo come in squadra».

Sei mai stato in un branco?
«No. Non mi accettavano».

Discriminato?
«No, non è quello. È che volevo sempre essere al centro dell'attenzione, anche lì. Sono così e non andava bene».

Mai provato a correggerti?
«Per due o tre settimane, poi non ci riuscivo più, mi annoiavo».

Hai sempre pensato di fare il calciatore?
«Sì, che cos'altro?».

Se le cose non fossero andate bene, un piano di riserva non l'hai mai avuto?
«No, perché uno deve mettersi a pensare che le cose non vadano bene?».

Perché può capitare. Mai successo?
«Finora sono sempre riuscito a ottenere quel che volevo».

E pensi ci riuscirai sempre?
«Sì».

Quando hai capito che potevi davvero farcela?
«Quando ho segnato due gol alla Juventus in Coppa Italia».

Fino a che punto pensi arriverai?
«A diventare il più forte».

Quanto ti manca?
«Tantissimo. Quando mi dicono che sono forte io dico: ma va'. Perché non mi sento forte, ma me lo dicono. Però penso di diventarlo. Di diventare il più forte di tutti».

Che cosa serve per riuscirci?
«La volontà, prima di tutto. E poi, avere qualità e mi dicono che ce l'ho, avere fortuna e fin qui ne ho sicuramente avuta».

Hai anche la volontà necessaria?
«Prima no, prima zoppicavo. Poi ho cominciato a camminare e adesso va sempre meglio».

L'intervista compelta su Vanity Fair n.20/2010 in edicola da mercoledì 19 maggio

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>Mario Balotelli nel video del backstage del serivizio di Vanity Fair

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