Bobby Solo: «Io, Cristiano Ronado, i Mondiali e le sigarettine particular della mia gioventù»

21 maggio 2010 
<p>Bobby Solo: «Io, Cristiano Ronado, i Mondiali e le sigarettine
<em>particular</em> della mia gioventù»</p>

Accompagnato dal suo storico ciuffo castano chiaro, Bobby Solo, 65 anni, irrompe nel nuovo spot della Nike con la forza di un cameo vintage (foto). Giacca scintillante anni Sessanta, la voce modulata come sempre alla Elvis Presley, il cantante di Una lacrima sul viso s'incastona nel video che il regista Alejandro Inarritu ha girato per la nuova campagna Nike in vista dei Mondiali di calcio in Sudafrica. Tra immagini spettacolari con campioni come Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney o Didier Drogba, il nostro Bobby ha pochi secondi per cantare un tormentone dedicato al capitano della Nazionale Fabio Cannavaro, ma riesce a entrare nel cervello di chi lo guarda e ascolta. Voi lo potrete vedere da sabato 22 maggio, in occasione della finale di Champions League tra Inter e Bayern di Monaco, quando lo spot verrà trasmesso per la prima volta (sotto, uno spezzone del video). Ma intanto eccolo qui con noi, Bobby, sotto il ciuffo, un velo di trucco, dentro un completo grigio quasi aderente che mette in evidenza il fisico ancora asciutto.

 

Allora Bobby, dal 22 maggio fino alla fine dei Mondiali, l'11 luglio, tutto il pianeta conoscerà la sua voce, la sua faccia.  Altro che Lacrima sul viso.

«Ah, io sono contentissimo. Questa botta della Nike vale cinque Sanremo. Per dirla con un film di Paul Newman, lassù qualcuno mi ama».

Anche quaggiù: chi è stato a farle avere l'ingaggio in questo spot tra campioni mondiali? È anche girato dal regista in gara per la Palma d'oro al festival di Cannes.

«Io non so chi mi abbia scelto, ma gli sono grato. Un giorno ho ricevuto una mail e ho subito ho creduto fosse uno scherzo. Poi ho letto bene, mi sono fatto spiegare e ho capito che era tutto vero. Certo, potevano prendere Gianni Morandi al mio posto. Magari era più adatto: lui è anche calciatore, un fisico giovane, i capelli da ragazzo».

Tinti, magari.

«Se è per quello, io me li tingo di sicuro. Ho 65 anni, ho provato a tenerli grigi, ma poi è meglio averli così, colorati. Per fortuna sono tanti e tutti miei. Non ho molti peli per il corpo, ma io, Morandi e Little Tony ce li abbiamo tutti in testa».

Tre morettini.

«Sì, e abbiamo tutti i capelli dello stesso colore. In origine eravamo tutti castano chiaro».

Little adesso è un po' più scuro. E anche lui fa spot pubblicitari.

«Sì, per il benessere del cuore».

Ma lei, Bobby, ne ha girato un altro di spot, anni fa.

«Lì cantavo: "Non c'è 12 senza 88". Un tormentone anche adesso»  (lo intona alla Elvis aprendo le braccia).

Ma il suo cavallo di battaglia…

«…è la Lacrima».

Nel mondo di adesso, per chi c'è da versare una lacrima?

«Per i disoccupati, la crisi, la marea nera, la nube del vulcano, i mutui da pagare. Voglio dire ai giovani di scegliere un mutuo fisso per le proprie case, così non rischiano di perdere tutto con i mutui fluttuanti. E con questo spero che le banche non mi facciano menare».

E una lacrima per il suo collega Morgan, escluso da Sanremo, dalla Tv perché ha ammesso di drogarsi?

«Una grande lacrima anche per lui. Sono solidale con Morgan. Che esagerazione punirlo. Certo, i giovani devono tenersi lontano dalla droga. Ma sono stato giovane e negli anni Settanta qualche sigarettina particular l'ho fumata anch'io».

Nient'altro?

«Negli anni Settanta, con un mio amico cantante, qualche anfetamina s'è presa. Ma poi si cresce».

Errori di gioventù.

«Da non ripetere».

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