«Sarebbe stato più facile essere la moglie ottantenne di Mike,
fare la nonna e aspettare di morire. Invece è successo che fossi
più giovane. Forse lui ha voluto regalarmi un'altra vita dove sono
obbligata a fare nuove cose».
Tra le nuove cose che Daniela Zuccoli vuole
fare c'è la Fondazione Mike Bongiorno che nasce il 26 maggio,
giorno in cui suo marito - il presentatore scomparso lo scorso 8
settembre - avrebbe compiuto 86 anni. Scopo della onlus - del cui
comitato scientifico fanno parte Pippo Baudo, Fiorello e Fabio
Fazio - è aiutare i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro,
soprattutto nel campo della comunicazione multimediale: «A Mike»,
dice Daniela nell'intervista che Vanity Fair pubblica sul
prossimo numero, «dispiaceva vedere come per troppi giovani d'oggi
l'unico obiettivo fosse quello di apparire. La Fondazione vuole
riportare la Tv, che oggi è un mezzo diseducativo, alla sua
funzione di formazione».
A Vanity Fair, Daniela spiega perché ha passato il suo
60° compleanno, il 13 maggio, nello Sri Lanka: «Volevo essere il
più lontano possibile. Sui miei 60 anni, con Mike, scherzavamo
sempre. Diceva: "Finalmente sarai vecchia anche tu". Invece adesso
lui non c'è, mi ha lasciata sola... Ho ritrovato alcuni suoi
biglietti d'auguri: erano bellissimi, parlavano tutti del futuro.
Invece quello che mi diede l'anno scorso era diverso, quasi
profetico. Diceva: "Non passeremo ancora tanti compleanni insieme,
ma ricordati che a ognuno ti vorrò più bene"... Ora vivo una crisi
di abbandono: di colpo è come se mi mancasse una gamba». Unica sua
consolazione, il fatto che se ne sia andato senza soffrire,
all'improvviso, quella mattina a Montecarlo. «Mentre facevamo
colazione, è arrivata sul cellulare la foto della nostra ultima
nipote, nata da due giorni, sotto la lampada per l'ittero. Mike,
guardandola, ha commentato: "Che bella, sembri tu quando prendi il
sole". È stata l'ultima cosa che ha detto».
Su Vanity Fair, Daniela ricorda Mike come un buono, un
umile, «un'anima pura», che «parlava bene di tutti, non conosceva
invidia né gelosia. E l'amicizia per lui era sacra. Per questo
soffrì tanto della fine del rapporto con Berlusconi... Mike ha
tenuto il contratto di Sky fermo per due mesi sulla scrivania senza
firmarlo, perché aspettava che Silvio lo chiamasse. Ma lui non l'ha
chiamato. L'ha fatto solo dopo che Mike è andato da Fazio».
Prima iniziativa della Fondazione sarà, il 3 settembre alla Mostra del
Cinema di Venezia, la presentazione del documentario "Mike
cinematografico", realizzato dai due figli maggiori Michele e
Nicolò. L'8 settembre, anniversario della morte, uscirà il libro
"Come uno strano profeta" (così lo ricordò Alda Merini): il
ricavato finanzierà un nuovo reparto di oncologia pediatrica
all'Ospedale San Raffaele di Milano.