È una delusione immensa. Anche se non tutti i giocatori della
Nazionale di calcio potevano vantarsi di essere campioni del mondo,
ci aspettavamo di più da loro. Inutile nascondersi dietro delle
scuse, non sono stati all'altezza del compito. Credo che non in
molti fossero convinti che l'Italia in Sudafrica vincesse la coppa,
bissando l'impresa di Berlino. Ma certo nessuno poteva sospettare
che non avremmo superato il primo girone. Ci davano per favoriti, e
sulla carta lo eravamo. Il campo ha dato un verdetto amaro, ma
sincero.
Temo che la verità, quella più dura da digerire, sia che troppi
giocatori non siano stati all'altezza. Non sono arrivati pronti al
Mondiale. E non parlo solo del fisico, che ha tradito parecchi
campioni, il mio Gigi compreso. Parlo della testa. La Nazionale non
aveva la tensione mentale giusta per una competizione così
rischiosa, dove tutti giocano per non fare brutta figura. E il
successo di una squadra dalle qualità non eccelse come la
Slovacchia ne è la dimostrazione.
Insomma, è mancata la personalità. E alla fine dispiace vedere i
nostri ragazzi con le lacrime agli occhi. È un'amarezza che si
porteranno dentro per molto tempo.
Voglio però difendere il lavoro di Marcello Lippi. Sono sicura che
in questo momento il mister soffre più di tutti. La sua carriera in
azzurro si chiude nel peggiore dei modi. Lui, che ci ha dato tanta
gioia con la Nazionale, porta tutto il peso di questa sconfitta.
Non è giusto. E vero che i ct hanno la responsabilità dei risultati
del gruppo nel bene e nel male, ma non credo che abbia commesso
delle scelte sbagliate. Vederlo soffrire mi dispiace. Per me la
colpa non è sua, è dei giocatori che non hanno capito cosa serviva
per rendere onore alla maglia della Nazionale campione del
mondo.