«Quest'intervista non avrei mai voluto farla». Comincia così la
chiacchierata di Vanity Fair con Marina La Rosa che, dieci
anni fa, nel settembre del 2000, diventava una dei primi inquilini
della Casa del Grande Fratello. Da quando Pietro Taricone
è morto, è sotto shock. Erano amici davvero.
Vi frequentavate?
«Non tanto. Ma ci sentivamo regolarmente. Io e lui, con il
passare del tempo, eravamo riusciti a instaurare un rapporto solido
e sincero. Eravamo uniti da tante cose: l'instabilità, per esempio,
che ha sempre caratterizzato le nostre personalità e le nostre
scelte di vita. Ci confrontavamo spesso. Ma sempre tenendo fuori il
lavoro. L'ultima volta l'ho visto un mese fa. Ed è stato il solito
Pietro. Se capiva che stavi giù, che vivevi qualche difficoltà, era
sempre pronto ad aiutarti, a invogliarti a fare, a non tirarti
indietro. Solo in video, ultimamente, non era più lui».
Cioè?
«Tempo fa ci eravamo ritrovati ospiti di un programma tv e
Pietro mi era sembrato molto chiuso e a disagio. Quei salotti gli
davano fastidio. Mi aveva fatto impressione perché l'avevo sempre
visto forte, aperto e solare. E soprattutto riservato: se aveva un
problema, non lo dava mai a vedere. Metteva la corazza. Era un uomo
con le palle - merce ormai sempre più rara -, di quelli capaci di
affrontare ogni situazione».
C'è qualcosa in questi giorni che le ha dato
fastidio?
«Quel poco che ho visto in Tv mi ha fatto capire che tante
persone non conoscono il significato della parola rispetto. Con
quale faccia tosta persone che non lo incontravano da anni si sono
messe a parlare di lui come se si fossero visti il giorno prima? Ma
me l'aspettavo, sia chiaro. È stata incredibile, invece, la
reazione della gente. Che mi ha sorpreso, ma fino a un certo punto.
Al di là dei luoghi comuni, 'o guerriero e via dicendo, tutti
quelli che conoscevano Pietro rimanevano affascinati dal suo modo
di essere. Aveva un entusiasmo travolgente, che riusciva in qualche
modo a trasmettere a chiunque lo avvicinasse. Si buttava anima e
corpo in ogni cosa, era curioso, affamato di tutto. Era sempre a
correre dietro a mille cose, Pietro. Era la persona più viva che io
abbia mai conosciuto».
Tutta l'intervista a Marina La Rosa è su Vanity Fair in
edicola domani, mercoledì