Alex Zanardi: «Valentino Rossi fa bene a tornare»

15 luglio 2010 
<p>Alex Zanardi: «Valentino Rossi fa bene a tornare»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Il miracolo di coraggio, Valentino, non lo fa tornando in pista anzitempo, con una doppia frattura, nel GP di Germania. Lo fa più a ogni curva». L'ex pilota di Formula Uno Alex Zanardi, di Valentino Rossi, è un amico. Conosce bene il fuoco che si prova, quando si tocca l'asfalto, e poi costretti a letto si vuole tornare a tutti i costi: ha perso le gambe nel 2001, in un incidente proprio su un circuito di Germania, ed è tornato a correre.
Per questo, gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse, della scelta del «dottore» di gareggiare domenica 15 al Sachsenring, di tornare in sella col tutore alla gamba destra da 40 giorni infortunata, per cui sarebbe dovuto rimanere lontano dalla moto ancora per quattro mesi.

«Un tempo di degenza che mi sorprese. Sarà un consiglio, mi sono detto, mica un dovere: è un ragazzo forte, un atleta di calibro, col fisico che gli ha dato madre Natura ha certo capacità di recupero, tornerà presto».

Quindi se lo aspettava.

«Non è un pazzo, né un incosciente. La sua non è una follia come tutti dicono. Se rimonta in sella, è perché tecnicamente è fattibile: non ci sono state complicazioni, né infezioni. Il ritorno dopo un dolore, e il suo è stato grande e il primo vero di carriera, ha a che vedere con la testa, più che con l'arto ferito. E mai con la convenienza».

Cioè?

«A Valentino sarebbe convenuto lasciare casco e guanti sugli scaffali. Aveva tutto da guadagnare a finire la stagione a letto, o a fare il malato immaginario e ricominciare l'anno prossimo, magari con un'altra moto. Avrebbero detto: Jorge Lorenzo, il compagno di squadra, che poi è sempre anche il primo avversario, ha vinto contro nessuno. Se lo fa, e se ne frega di cosa perde a risaltare in sella e dare gas, è questione d'amore».

Avrebbe fatto lo stesso?

«Sì, ma gli eroi sono altri: quelli che si alzano presto la mattina per andare a fare un lavoro che poco gli piace, perché devono riempire la pentola della famiglia. Con meno passione della mia, certo, meno di quella di Rossi. Ma noi siamo solo baciati dalla fortuna. Curarsi la ferita di un incidente, è solo una fermata al box».

Perché atleti come voi dopo un trauma non possono fare a meno di tornare, e al più presto?

«Siamo ragazzi a cui piace ricominciare da dove hanno lasciato, anche dopo aver picchiato la testa. La notte in bianco, Valentino me l'ha fatta passare a Laguna Seca lo scorso anno, quando l'ho visto piegare, sfidare l'aderenza e vincere. Adesso mi fa solo addormentare tranquillo: e chissà che non torni più forte di prima. Domenica sarò davanti alla Tv a fare il tifo per lui».

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RISULTATI
donatella 77 mesi fa

questi si che sono esempi da seguire..troppo grandi entrambi..meravigliosi, altro che maci imbecilli ce ne vorrebbero di più di grandi uomini come loro!!

angy 77 mesi fa

Mitico Vale e grandissimo Alex: tenace il primo e molto intelligente il secondo. Belle le sue parole sui veri eroi, mi hanno fatto venire i brividi, soprattutto dette da uno come lui, baciato sì dalla fortuna, come ammette con grande umiltà, ma anche vittima di un brutto incidente che avrebbe fermato molti . Valentino e Alex, due uomoni che sanno dimostrare grande coraggio e grande forza d'animo, grande voglia di vivere, umiltà e capacità di rialzarsi dopo una caduta. Avete la mia stima.

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