Claudia Gerini: «Sposerò Federico in chiesa»

25 luglio 2010 
<p>Claudia Gerini: «Sposerò Federico in chiesa»</p>
PHOTO GIANLUCA SARAGÒ - LAPRESSE

Con efficienza da organizzata madre di famiglia, Claudia Gerini aveva prenotato vacanze marine in isole lontane. Poi, però, ha deciso di passarle a Los Angeles. Perché il suo compagno, Federico Zampaglione frontman dei Tiromancino sta mixando il nuovo disco in certi studi discografici molto cool (Henson) e perché, a quel punto, tanto valeva andare via tutti insieme, cioè con le bimbe Rosa (6 anni, nata da precedente matrimonio di Claudia con Alessandro Enginoli) e Linda (9 mesi), avuta da Zampaglione. Hanno preso una casa a West Hollywood, con piscina e una bella vista.

Questa conversazione si è svolta al telefono tra mezzanotte e l'una passata, ora italiana, e saremmo potute andare avanti ancora. Gerini è chiacchieratrice instancabile, amante di incisi e abile riacchiappatrice di fili di discorsi perduti con una voce briosa che tiene svegli, come dimostra anche il successo del suo doppiaggio della Barbie in Toy Story 3. (...)

Ma, insomma, questa carriera della Gerini a Hollywood…
«Avrei dovuto essere ricca per stare qua a lungo, trovarmi un agente e aspettare che succedesse qualcosa. Ma avrei perso delle occasioni sicure in Italia».

Avrebbe anche potuto trovarsi un fidanzato ricco in loco. Magari una star. Magari un George Clooney.
«L'ho conosciuto Clooney. Anni fa, a Milano, dopo i Telegatti. Abbiamo fatto tardi insieme, con lui e Danny De Vito al Principe & Savoia. Simpatico George, anche se Danny lo era molto di più. Poi, il giorno dopo, siamo tornati insieme a Roma e George mi invitò a colazione al Bolognese. C'era un sacco di altra gente, però. Mica noi due soli».

Peccato. Magari avrebbe potuto esserci lei al posto di Elisabetta Canalis!
«Ma io sto tanto bene come sto. Con il mio Federico, siamo felicissimi». (...)

Vi sposate?
«Sì. Io avevo anche già prenotato il posto, vicino al Lago di Bracciano» (...).

Lei si vuole sposare in chiesa. È credente?
«Sì, anche se non praticante e, come molti, con un' idea di Dio molto personale. Il mio senso religioso sta nella compassione per i deboli, nello sforzo di capire chi soffre, nel provare a dare amore e anche, quando si può, aiuto concreto, attraverso le organizzazioni di beneficenza con cui collaboro».

L'intervista completa la trovate sul numero 30 di Vanity Fair, in edicola il 28 luglio.

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