Francesca Lodo: «Io, Belén, l'Hollywood e la coca»

03 agosto 2010 
<p>Francesca Lodo: «Io, Belén, l'Hollywood e la coca»</p>
PHOTO JULIAN HARGREAVES - COURTESY OF VANITY FAIR

È il novembre del 2006. Francesca Lodo sta promuovendo 'Olé', cinepanettone con Massimo Boldi e Vincenzo Salemme, regia di Carlo Vanzina. Sarà l'apice della sua carriera, iniziata come Miss nei concorsi di bellezza, proseguita in Tv come Letterina di Passaparola, poi come Meteorina al Tg4 e personaggio del reality show La fattoria.

La sua love story con il calciatore Francesco Coco le ha fatto guadagnare punti anche sul fronte del gossip. È una delle «puledre di razza» della scuderia dell'agente dello spettacolo più potente del momento, Lele Mora. Insomma, la Lodo va forte: «Non ero mai stata così felice. Il sogno di una vita nello spettacolo si stava avverando».

Finché, una sera, Francesca torna a casa e si trova i carabinieri alla porta, con un mandato di comparizione davanti ai magistrati dell'inchiesta Vallettopoli, partita a giugno dello stesso anno. È accusata di qualcosa? No. Deve comparire come persona informata dei fatti, e per questo viene sentita senza avvocato al seguito.

In pochi mesi verrà chiamata tre volte. Nell'ultima audizione, a marzo 2007, si parla del filone dell'inchiesta che riguarda il giro di droga nei locali notturni di Milano. Francesca non ha commesso nessun reato, quindi non sarà mai indagata. Ma la sua deposizione le costerà tutto.

L'indagine riemerge in questi giorni, a distanza di quasi tre anni. Gli agenti della Squadra mobile di Milano, coordinati dal pubblico ministero Frank Di Maio, mettono i sigilli alle discoteche Hollywood e The Club, ed eseguono cinque arresti: Davide Guglielmini, Alberto Baldaccini e Andrea Gallesi, amministratori e soci delle società che gestiscono i locali, Aldo Centonze, dipendente dell'ufficio del demanio del Comune di Milano, e Rodolfo Citterio, presidente milanese del sindacato locali da ballo.

Le accuse vanno dall'agevolazione dell'uso di droga alla concussione, corruzione, falsità materiale. Al momento ci sono poi 19 indagati, compresi spacciatori e dipendenti di Comune e Regione che avrebbero ricevuto illeciti favori. Nelle cronache finiscono nuovamente i nomi di Belén Rodriguez, Elisabetta Canalis, Alessia Fabiani, Fernanda Lessa. E soprattutto Francesca Lodo. Che solo qui, solo per voi, accetta di parlare della vicenda.

Ricomincia il calvario?
«Il mio non è mai finito. Ho pagato a caro prezzo quella testimonianza. Avevo la mia identità, il mio lavoro, i sacrifici fatti per arrivare a quel minimo di successo. Tutto cancellato in un istante. E adesso, dopo tre anni passati a fare i conti con la mia coscienza e con la mia famiglia, sono cambiata, cresciuta. Non è giusto ritrovarmi al punto di partenza, sbattuta sui giornali».

Ammetterà di avere sbagliato.
«Certo, e non cerco giustificazioni. Ma non è un gesto comune, mi creda. Ho vinto le crisi d'ansia, il timore di essere bollata ogni volta che facevo un colloquio di lavoro. Ho accettato di fare un passo indietro. E, dopo l'illusione di esserne uscita, questa è una punizione terribile. Perché non posso avere la seconda possibilità che altri hanno avuto?».

GUARDA LA GALLERY DELLE CATTIVE RAGAZZE

Continua >>

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI

Non giustifico certo il gesto stupido che ha fatto,tutti nella vita possiamo sbagliare,ma come mai ha pagato solo lei ? Le altre persone ,e tutti sappiamo chi sono,le ritroviamo continuamente su tutte le TV e GIORNALI....sulla cresta dell'onda.....come mai loro ne sono uscite pulite ?

aribandus 78 mesi fa

e dire che queste sciacquette sono un modello per molte ragazzine...mah!...

Bellagente 78 mesi fa

Lei, la Canalis, Belen, evviva la meritocrazia!

enricav 78 mesi fa

Belen, l'hollywood, la cocaina : nella terra dei kaki sono tutte ottime referenze.

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).