PHOTO GIOVANNI GASTEL - COURTESY OF VANITY FAIR
SFOGLIA LA GALLERY: ILARY BLASI, LA
FOTO-STORIA
Cappellino di paglia che fa da cestino ai capelli biondi,
infradito di gomma, Ray-Ban a goccia, vestitino giallo che scopre
le spalle e si arriccia sul seno. Quando mi vede arrivare sul
lungomare di Sabaudia - in leggero ritardo - Ilary Blasi sorride:
«Ancora qualche minuto sotto il sole e "facevo 'a colla"». La
citazione, per chi frequenta YouTube, non ha bisogno di
spiegazioni. Per gli altri: «'a colla» significa sudore
appiccicaticcio nel gergo di Debora e
Romina, le ragazze che, intervistate da Sky qualche chilometro più
a Nord, in spiaggia a Ostia, sono diventate il tormentone
estivo con i loro divertentissimi consigli su come combattere
l'afa con «er calippo e 'na bira».
Fa il tifo per le ragazzine dalla parlata
«coatta»?
«Saranno ruspanti, avranno qualche problema con l'italiano, ma
almeno non fingono, si sono mostrate senza timore di essere
giudicate. È un bel gesto di libertà. Non è che io fossi molto
diversa, alla loro età, in loro mi ritrovo volentieri».
Anche lei in difesa della «romanità»? Totti, in
un'intervista con Chiara Gamberale a Radio2, è entrato in polemica
con la Lega.
«Le rivalità di campanile non mi appassionano. L'Italia è un Paese
di paesi, inutile fare la gara a chi si porta dietro il dialetto
più ridicolo. Francesco punzecchia per alimentare la rivalità
sportiva: lanciarsi frecciatine fa parte della dialettica del gioco
del calcio».
Difende suo marito?
«Sì, ma per buonsenso, non per dovere di moglie. Lui è diventato
bravo a comunicare e si diverte ad alzare qualche polverone
calcistico. Ma il senso goliardico delle sue parole viene
frainteso, e si sconfina nella politica da barzelletta. Piuttosto
bisogna capire che perdere uno scudetto all'ultima giornata è una
cosa che fa male. Se uno non rosica un po', che sportivo è? Questa
volta ci avevo creduto anch'io, avrei voluto vivere questa favola
con lui. Per Francesco non c'è nessuna maglia come quella della
Roma campione d'Italia. Quindi, sono rospi difficili da mandar
giù».
Persino su Debora e Romina c'è stata polemica. C'è chi
le vede come simbolo dell'ignoranza dilagante, chi le difende dallo
snobismo. Lei, evidentemente, sta dalla loro parte. Eroine
dell'estate?
«Per gioco, sì. Poi ci sono le eroine sul serio. Penso alle vedove
dei due sottufficiali morti in Afghanistan mentre disinnescavano
una bomba: Katia, la moglie del più giovane, Davide De Cillis, ha
una bambina e aspetta un maschietto. Penso alla compagna di
Taricone, Kasia Smutniak: ha dovuto spiegare a sua figlia che papà
non c'era più. Mi sono chiesta se ne sarei capace. Sono storie che
mi hanno parecchio colpito, e non solo quelle. Non è stata una
bella estate, per tante donne».
CONTINUA