Eleonora Abbagnato, prima della Prima

26 ottobre 2010 
<p>Eleonora Abbagnato, prima della Prima</p>
PHOTO MATTEO CECCARINI - COURTESY OF VANITY FAIR

Eleonora Abbagnato non danza, è la danza. Non sto parlando solo del corpo fatto di mercurio, capace d'interpretare ogni forma a modo suo. Nemmeno del viso di Venere enigmatica e aggiornata ai tempi di Avatar. Parlo della testa.

Il nostro primo appuntamento romano è all'Hotel de Russie. La prima ballerina dell'Opéra sta per raggiungermi sulla terrazza. So che oggi ha la prova generale e poco tempo per me. Mentre domani che è giorno di spettacolo lei non parla con la stampa. Così quando arriva attacco subito con le domande. Mi interessa Roland Petit che la costringe a tingersi i capelli di nero perché odia le bionde e Pina Bausch che l'ha struccata, spettinata e da vera tedesca le ha fatto crescere i peli sulle gambe. Insomma, mi interessa il gossip colto che sulle pagine dei giornali a volte simula l'intelligenza. Eleonora Abbagnato mi risponde. Come si dice delle star: è disponibile. Roland Petit non odia le bionde, ma ha amato molto una bruna, sua moglie. E poi certi ruoli nascono scuri. Mentre della Bausch, al di là dei peli, vale la pena sapere che: «All'Opéra di Parigi ci ha messi sullo stesso piano: étoile, primi ballerini, tutti uguali. Ha spazzato via le gerarchie».

Eleonora ora sembra disponibile più che altro a concludere la conversazione, ed è pure normale perché davanti a sé ha una maratona di danza che la vede impegnata a portare in scena l'intera coreografia del XX secolo: Balanchine, Graham, Neumeier, Forsythe... Chiudo il blocco e sto per mettere via anche la penna, quando lei con un tono di colpo attento e quasi preoccupato, mi dice: «Hai i piedi bagnati!». Guardo le mie scarpe, sono umide, c'è acqua sul pavimento della terrazza. I suoi piedi invece sono al riparo, sospesi su una gamba del tavolino. Lei non danza, è la danza, così è fatta la sua testa: i piedi sono importanti, tutti, anche quelli degli altri.

Sul palco dell'Auditorium Conciliazione di Roma alcuni ballerini si riscaldano alle sbarre. Eleonora Abbagnato invece è seduta in un angolo e cuce. Sì, cuce i nastri alle scarpette che sono sempre nuove. E poi li aggiusta, ne regola la lunghezza con grosse forbici. In questo piccolo lavoro di sartoria c'è tutta la nobiltà del balletto, un luogo in cui i nastri te li cuci da solo, a maggior ragione se sei un numero uno. Le sue mani esperte tradiscono il demone del perfezionismo, per il resto Abbagnato è un angelo. Un angelo sulle punte d'altra parte è il titolo che ha scelto per le sue precoci memorie (Rizzoli, 2009). Angelica è con i suoi simili. Non lo so se è buona, gli angeli non sono buoni, vegliano.

L'articolo completo su Vanity Fair n.43/2010 in edicola da mercoledì 27 ottobre

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RISULTATI
Neferkiara 74 mesi fa

è una grande!!!!!!!

maancheno 74 mesi fa

'ccipicchia! Adirittura si è preoccupata dei piedi bagnati della giornalista? Che donna famosa ma al contempo "disponibile"!

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