Francesco Renga a Vanity Fair: «Io e Ambra ci sposiamo (in Chiesa)»

09 novembre 2010 
<p>Francesco Renga a <em>Vanity Fair</em>: «Io e Ambra ci sposiamo
(in Chiesa)»</p>

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«Io e Ambra ci sposiamo. In chiesa, a Brescia, con pochi parenti e amici importanti. Stavolta è deciso. Vorremmo farlo entro l'estate: speriamo ci sia tempo per organizzare tutto».

Nelle interviste, di solito, gli attori vogliono parlare solo di film, e i cantanti di dischi: invece Francesco Renga - a cui Vanity Fair dedica la copertina in edicola dal 10 novembre -  ha in uscita un nuovo album (Un giorno bellissimo, dodici inediti fra pop e rock) non aspetta neppure di sedersi che subito dà la notizia delle imminenti nozze, tante volte annunciate dai giornali e altrettante volte smentite dai diretti interessati.

Dopo otto anni di relazione, e due figli, perché vi siete decisi proprio adesso?
«Faccio un passo indietro. Ambra rimase incinta di nostra figlia Jolanda dopo pochi mesi che stavamo insieme. Innamoratissimo, pensai subito di sposarla. Per farle la proposta, a Roma, prenotai - solo per noi due - il giardino di uno dei migliori alberghi del centro per una cena a sorpresa... Quando finalmente tirai fuori l'anello per chiederle di sposarmi, lei non disse una parola ma si alzò, scappò in bagno e si mise a vomitare. Andò avanti per tutta la notte. E quelle erano le prime nausee, che poi l'accompagnarono fino al parto. Da quella sera, fino a poco tempo fa, non abbiamo mai più parlato seriamente di matrimonio».

E che cosa è successo, poco tempo fa?

«Semplicemente, siamo tornati a parlarne. E, con naturalezza, ci siamo decisi. La nostra storia, in fondo, è sempre andata bene. Anzi, no: l'anno scorso è stata dura».

Stavate per lasciarvi?
«No, lasciarsi mai. Io sono per la famiglia unita e credo che le beghe tra coppie si possano sempre risolvere se si ha l'obiettivo superiore di stare insieme. I motivi per litigare però ci sono, e sono sempre gli stessi: gli impegni, la lontananza, l'educazione dei figli. Avendo due caratteri forti, tendiamo a scontrarci pesantemente. Ci diciamo cose cattive».

Quanto cattive?
«Molto cattive. Se il legame è solido, si può dire qualsiasi cosa. E noi due, quasi per tacito accordo, spostiamo il limite del contrasto sempre più in là. Ma evitiamo sempre che ci vadano di mezzo i bambini o le nostre famiglie. E non ci mettiamo mai le mani addosso. O meglio: io non lo faccio».

Perché, Ambra la picchia?
«Lei mena tanto e mena anche forte. Ma le donne possono fare quello che vogliono. Anche perché a me, lo ammetto, piace litigare, provocare. Ecco, nel nuovo disco racconto tutto questo. Nelle canzoni, di solito, si parla dell'amore soprattutto all'inizio e alla fine. Invece credo siano più importanti i sacrifici, le rinunce, i compromessi che vengono in mezzo. La vita di coppia di tutti i giorni può essere bella e felice: basta non scappare. Questo canto in Un giorno bellissimo, il primo singolo. Ho finalmente capito che bisogna almeno provare a non aver più paura della felicità». Che cosa vorrebbe come regalo di matrimonio? «Un terzo figlio. Un'altra femminuccia, magari».

L'intervista completa sul n. 45 di Vanity Fair, in edicola dal 10 novembre

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RISULTATI
Caro Direttore 73 mesi fa

Caro direttore, tolga senza problemi il "forse", faccio assolutamente bene a non comprarvi più, soprattutto dopo questa sua esauriente risposta.

Luisa 73 mesi fa

Caro Direttore, io l'abbonamento l'ho appena fatto e non mi pento perchè il vostro giornale l'ho sempre comprato, anche a me le copertine sulla Bellucci danno noia, ma l'ultimo articolo sulla guerra in Cecenia raccontata da un ufficiale dell'esercito russo (notevole), dove avrei potuto trovarlo? Gossip e realtà fanno di questo giornale, un magazine che è al di sopra della media di ciò che si trova in edicola rivolto per lo più ad un pubblico femminile....non la voglio sviolinare caro Direttore, tanto gli articoli che non mi interessano li salto a piè pari....

Elena81 73 mesi fa

Mi trovo perfettamente d'accordo con il direttore; ci vuole una bella fantasia per pensare che un'intervista ad un vip che dichiara di volersi sposare abbia lo scopo di fare il lavaggio del cervello alle lettrici! E poi...che dire allora dell'intervista a Tiziano Ferro? Anche quella era "programmata" dai vescovi? Mi sembra palese che i personaggi intervistati da Vanity siano liberi di dire ciò che vogliono della propria vita, così come i lettori e le lettrici di Vanity sono liberi di fare le proprie scelte di vita indipendentemente da ciò che fanno i vip (ci mancherebbe!).

Il direttore 73 mesi fa

Silvia e Silvia, trovo l'accusa di voler programmare le lettrici "come vacche da riproduzione" del tutto superficiale. La differenza tra voi e me, evidentemente, è che io non etichetto le persone sulla base delle loro scelte riproduttive e matrimoniali. Non vado a cercare personaggi di copertina che mi dicono "mi sposo" o "faccio un figlio". Semplicemente pubblico quello che mi dicono. Spesso ne pubblico che non intendono sposarsi, e neppure fare un figlio. Sulle posizioni retrograde della chiesa (Legge 40, per esempio) siamo stati espliciti. Accusarci di "annusare l'aria" è semplicemente ridicolo. E prendersela con una "gestante" che sceglie liberamente di farsi fotografare è la cosa meno femminista che ci sia. Forse fate bene a non comprarci più. Vanity Fair non è fatto per gli schiavi dei pregiudizi.

@Silvia 73 mesi fa

Sono totalmente d'accordo con te. Io non mi sono mai abbonata ma ho smesso di comprare il giornale da parecchi mesi.

Silvia 73 mesi fa

Da abbonata sono veramente stufa di gente che si sposa e precisa "in chiesa", di gestanti che si fanno fotografare nude quando riprodursi è l'unica cosa che fanno e in generale di tutto questo continuo, martellante lavaggio del cervello delle donne. Basta. non se ne può più. Evidentemente la redazione annusa l'aria e sente alemanno - che oggi ha dichiarato che i single dovranno pagare più tasse per chi fa tanti figli - i vescovi che ricordano che i vecchi vanno accuditi a casa e che le donne devono tornare a stare a casa e fare tanti figli. Davvero non se ne può più. Se le vostre lettrici hanno ancora voglia di farsi programmare come vacche da riproduzione così sia. Ma non lo farete più con i miei soldi, questo è certo. Scordatevi che rinnovi l'abbonamento. Scordatevelo proprio.

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