«Certo che ci sono le fotografie delle feste ad Arcore, e se io
avessi continuato a lavorare...», ha detto Fabrizio Corona,
parlando coi cronisti in una pausa del processo milanese d'appello
sui foto ricatti.
È questo il suo commento sul
caso Ruby, la giovane marocchina, ai tempi minorenne,
che ha partecipato alle feste a casa del presidente del consiglio
Silvio Berlusconi. Dopo aver spiegato che le fotografie
dei party nella residenza del premier esistono, l'agente
fotografico ha aggiunto che però «non c'é nessun giornale che le
avrebbe mai pubblicate, né ci sono agenzie che le avrebbero
proposte, perché nessun direttore ha il coraggio di pubblicarle, in
quanto in Italia non c'é una vera libertà di stampa».
Poi, Corona ha spiegato che «quelle foto sono scattate in un
ambiente privato e quindi per legge non sono pubblicabili».
«Comunque», ha continuato, «oggi non me ne frega niente né di Lele
Mora né di Ruby, perché qua mi gioco tre anni della mia vita».
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