PHOTO JEAN-BAPTISTE MONDINO - COURTESY VANITY FAIR
Penelope è nata. Questa mattina, alla clinica Mangiagalli di
Milano. Sta bene come la mamma, Gianna Nannini, che,
appena una settimana fa, le aveva scritto una lettera,
pubblicata su Vanity Fair.
«Ti chiamerò Penelope», le diceva mentre l'aveva ancora nella
pancia, «perché mi hai aspettato tanto prima di nascere. Hai
aspettato che fossi pronta. Per tre volte non lo sono stata, ma
oggi lo sono».
In quelle righe, rispondeva anche alla polemica che si era
aperta sulla sua gravidanza, così in là negli anni, 54. Lo faceva
con queste parole: «All'improvviso tutti si sono dimenticati della
libertà e del diritto che ha ciascuno di noi di fare quello che
vuole, quando e con chi vuole». E metteva le molte voci a tacere
con i versi di Io e te, la sua canzone inno all'amore per
la bambina registrata agli Abbey Studios di Londra: «Ogni tanto
penso a te, sposti tutti i miei confini. Amor, che bello darti al
mondo».
>> LA LETTERA A PENELOPE SU VANITY
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