Tutti i colori di Dario (Fo)

di Francesca Amé 

A Palazzo Reale di Milano quattrocento opere del premio Nobel per la Letteratura. E se possiamo ammirarle dobbiamo dire grazie a due donne speciali

Francesca Amé

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Due donne sono importanti nella vita di Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura: sua madre e Franca Rame. «È stata mia mamma la prima a mettermi in mano una pila di fogli bianchi e qualche matita colorata. Per tenermi buono, mi faceva disegnare e aveva capito che per me era bello poter riversare sulla carta tutte le mie fantasie».

Tanti anni dopo, un'altra donna, Franca Rame, avrebbe raccolto tutti i disegni di Dario bambino («A soli 10 anni - racconta il premio Nobel per la letteratura - mi divertivo a fare ritratti») e poi divenuto artista, teatrante, istrione del palcoscenico.
Franca li ha messi da parte, con estrema cura. «Oggi abbiamo provato a contarli, e i disegni sono circa 15mila», spiega Fo.

Dario Fo ha bisogno di ben poche presentazioni: straordinario uomo di teatro e Premio Nobel per la letteratura nel 1997, è noto anche per il suo impegno sociale. Non tutti però lo conoscono come pittore, nonostante questo linguaggio abbia accompagnato da sempre la sua attività teatrale e l'abbia anzi preceduta.

Ora a Palazzo Reale di Milano apre Dario Fo a Milano. Lazzi sberleffi dipinti (dal 24 marzo al 3 giugno), una carrellata di quattrocento opere (tele di grandi dimensioni, disegni, collage, burattini, maschere e oggetti di scena) che punteggiano le sale del piano nobile del palazzo per celebrare il Fo-universo, in un tripudio di colori e stili.

E se poi qualcuno vuole conoscere il Fo pittore da vicino, in questi giorni è stata allestita la sua Bottega d'artista, un vero e proprio "laboratorio" che aprirà in anteprima, e gratuitamente, da oggi e fino 18 marzo: il pubblico potrà incontrare Dario Fo armato di tele, pennelli e dei soliti 'lazzi e sberleffi', pronti a trasformarsi in opera d'arte (l'accesso è a ingresso libero ma su prenotazione, info 02.54913).
Fondamentale, per la riuscita della mostra, il contributo di Franca Rame: moglie, sodale, compagna, amica, musa. «Franca - racconta Dario Fo - è figlia d'arte (è nata in una famiglia di artisti girovaghi fin dal Cinquecento, ndr): è lei la mia prima maestra. Perché come spesso accade alle donne, hanno la potenza di intuire le cose e di vederle prima degli altri».

DA STYLE.IT

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