A Milano, Modigliani e
gli artisti maledetti

di Margot  Silva 

Palazzo Reale ospita fino all'8 settembre 122 capolavori appartenenti alla collezione Jonas Netter, per la prima volta visibile al pubblico. In mostra le opere di Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti che vissero a Parigi nei primi anni del '900

Margot  Silva

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Palazzo Reale ospita fino all'8 settembre la mostra "Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti". Per la prima volta, da oltre settant'anni, le opere della ricca collezione Jonas Netter vengono esposte al pubblico, nelle stesse sale della precedente rassegna dedicata a Picasso. Una continuità che non riguarda solo gli spazi espositivi, ma anche il piano artistico, visto che il genio spagnolo visse a Parigi proprio nei luoghi frequentati dagli artisti di Montparnasse agli inizi del '900.

Amedeo Clemente Modigliani disse che solo a Parigi poteva "salvare il suo sogno", scelse Montparnasse come dimora per dipingere, luogo che diventò presto il quartiere degli artisti, frequentato non solo da pittori ma anche da scrittori come Hemingway e Miller. Le condizioni di vita erano assai misere, ci si incontrava nelle trattorie a buon mercato e nelle bettole-cantine. Ma "i maledetti" avevano la consapevolezza di cambiare i canoni estetici dell'arte, staccandosi dal naturalismo dell'Impressionismo. È in quel contesto che nascerà il concetto di bohémien: "Questi spiriti tormentati - spiega il curatore della mostra Marc Restellini - si esprimono in una pittura che si nutre di disperazione. In definitiva, la loro arte non è polacca, bulgara, russa, italiana o francese, ma assolutamente originale; semplicemente è a Parigi, che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro".

Ed è in quel clima di fermento artistico che Jonas Netter, anche lui ebreo, permise a Modigliani, Soutine, Utrillo e poi a Valadon, Kisling, Krémègne, Kikoïne, Hayden, Ébiche, Antcher e Fournier di vivere e sostentarsi. Non potendo permettersi i quadri degli Impressionisti, scoprì questi talenti nascenti e ne diventò il mecenate. Acquistò le loro tele quando ancora erano sconosciute e giudicate degli "obbrobri". Netter ebbe grande intuito e seppe anticipare il futuro. Di Modigliani ammirava l'originalità del genio creativo e i suoi volti femminili stilizzati su lunghi colli affusolati, come Elvire au col blanc (Elvire à la collerette) del 1917-18 e Fillette en robe jaune (Portrait de jeune femme à la collerette) del 1917. Credeva molto nei suoi artisti, vendette sette Modigliani a un suo corrispondente in Argentina non certo per guadagnarci, ma per farlo conoscere anche in America del Sud. Molte opere della sua collezione vennero lasciate agli eredi e alcune vennero vendute mentre era ancora in vita. Oggi appartengono a diversi musei. L'obiettivo della mostra è proprio quello di ricostruire l'intera collezione, unico ricordo che Netter ha conservato di sé.

Cosa: "Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti"
Dove: Palazzo Reale Milano
Quando: dal 21 febbraio all'8 settembre
Orari: Lunedì: 14-30 - 19.30. Dal martedì alla domenica: 9.30-19.30. Giovedì e sabato: 9.30-22.30
Info: www.mostramodigliani.it; www.comune.milano.it/palazzoreale; www.ticket.it/modigliani; tel.0254918.
Dove Alloggiare: NH Hotels Milano, pacchetto con inclusa prima colazione AntiOx e biglietto di ingresso alla mostra. Prezzo: a partire da 95 euro a notte in camera doppia.


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